Noirad «Aegean Legacy» (2024)

Noirad «Aegean Legacy» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
04.01.2026

 

Visualizzazioni:
86

 

Band:
Noirad
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Titolo:
Aegean Legacy

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- George Margaritopoulos :: Voce;
- Max Manthix :: Chitarre ritmiche, chitarre acustiche, chitarre soliste in 1, 2, 3, 4, 5, 8;
- Dario Nuzzolo :: Basso;
- Davide Cardella :: Batteria;

Guest:
- Mirko Buschiazzo :: Chitarre soliste in 1, 2, 6;
- Franco Buonocore :: Chitarre soliste in 3;
- James Lodwell :: Tastiere;

 

Genere:
Heavy / Thrash Metal

 

Durata:
38' 18"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.12.2024

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Noirad rilasciano la loro seconda fatica discografica nelle otto tracce di “Aegean Legacy”, un disco che vede un mix sonoro tra power e thrash metal piuttosto spigoloso e diretto; l’originario quartetto si fa supportare dalla partecipazione di alcune guest a decoro di alcuni brani che vedono supporti tra lead di chitarra e passaggi in synth che non guastano affatto i contenuti delle tracce. Nel corso dell’ascolto non mancano le caratteristiche cavalcate power supportate da un clean tutto sommato confacente con i contenuti del disco; ritmicamente, si hanno andature di batteria avallate da riff diretti ma complessivamente nulla di straordinario. Quanto ai brani, “The Hot Gates” si fregia di un ritornello melodico oltre che di una buona proposta del clean resa su andature un po’ spigolose; segue poi “Hector”, traccia veloce e parimenti serrata che merita elogi soprattutto per i lead virtuosi proposti; è poi la volta di “Seven Against Thebes”, traccia ritmicamente moderata rispetto alle classiche sfuriate thrash power sin ora ascoltate; un malinconico pianoforte apre poi “Medea”, una caratteristica ballad che nel corso dell’ascolto tende a irrigidirsi ma che nel complesso risulta un apprezzabile ascolto; è poi la volta di “Ajax”, un brano forse un po’ troppo lento, forte dell’orecchiabile ritornello, che narra delle gesta dell’eroe omerico nel corso delle proprie battaglie; dopo il momento di moderazione dei precedenti brani, parte a bomba invece “Andromeda”, un thrashettone abbastanza abbordabile che tutto sommato per la propria impostazione ritmica e la parte cantata si fa apprezzare; c’è poi un brano epico, “Platea”, che affronta la tematica inerente la battaglia tra persiani ed ateniesi, con questi ultimi vittoriosi, che sotto il profilo musicale ancora una volta, rimane un po’ a sé senza offrire particolari profili emotivi; a chiudere il platter altra traccia assai lenta e acustica, “The Poet And The Nymph”, che forse alla fine, a chiusura di un album rende tutto un po’ troppo piatto. In conclusione il disco ha contenuti validi ma spesso l’assetto strumentale risulta sin troppo spigoloso al punto da non renderlo facilmente digeribile; probabilmente rendere il tutto con qualche accelerazione in più avrebbe potuto giovare un ascolto più coinvolgente; in ogni caso accontentiamoci così.

Track by Track
  1. The Hot Gates 70
  2. Hector 70
  3. Seven Against Thebes 65
  4. Medea 65
  5. Ajax 65
  6. Andromeda 70
  7. Platea 65
  8. The Poet And The Nymph 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
68

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 04.01.2026. Articolo letto 86 volte.

 

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