Vltor «Non Auro Sed Ferro» (2024)

Vltor «Non Auro Sed Ferro» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
03.12.2025

 

Visualizzazioni:
65

 

Band:
Vltor
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Titolo:
Non Auro Sed Ferro

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Flamen Martialis :: Vox, percussions
Vestigian :: Guitars
Atheos :: Bass
Gorbin :: Drums

 

Genere:
Pagan Black Metal

 

Durata:
58' 26"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.09.2024

 

Etichetta:
Dusktone
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Dopo un Ep del 2019, gli Vltor ritornano con questo loro primo sforzo discografico sulla lunga distanza chiamato “Non auro sed ferro”, e che consiste in un black metal con passione per il pagan e per certo folk, con l’aggiunta e il sovente utilizzo di un flauto, che oltre a rendere tutto più silvestre, personalizza parecchio l’intero album.
Nonostante tuttavia questo strumento, il flauto, è presente, non ci si deve aspettare qualcosa di scanzonato tipo Finntroll agli Vltor, ma bensì uno stile più tipicamente metal estremo, dove l’influenza del flauto è ben incastonata in quella black metal, per un risultato che a volte richiama i Cruachan, e altre volte invece va a rifarsi ai Nokturnal Mortum degli ultimi anni, quelli più pagan/folk e meno black. Il tutto per un risultato molto originale, e che curiosamente ha i suoi episodi migliori verso la fine del disco, con la potente “Ad bestias” che propone le due coordinate sonore degli Vltor collegate tra loro nel migliore dei modi in quest’album, nonché la più evocativa seppur solenne “Il toro e la lupa”. È proprio qui, quando queste due influenze sono collegate e fuse tra loro che gli Vltor vanno a dare il massimo. Non male anche quando ci si lascia andare a partiture più veloci, come in “Coniuratio”.
Tuttavia, va anche detto che per quanto la formula compositiva degli Vltor è senz’altro valida e affascinante, in questo “Non auro sed ferro” si prende secondo me forse un po’ troppa confidenza con l’ascoltatore, con una ricerca della personalità sì ben riuscita, ma che finisce anche per fare alcuni errori; è molto bello che il flauto si staglia sopra quest’album, ma il suo volume secondo me è fin troppo alto e finisce per coprire molto spesso gli altri strumenti, i quali probabilmente meritavano non solo di essere meglio mixati, ma anche di essere meglio armonizzati, finendo un po’ troppo per accompagnare il flauto e la voce senza particolari trovate interessanti a livello di armonizzazione e arrangiamento degli strumenti più canonicamente black metal. Questo purtroppo è un difetto del quale si può soprassedere, ma che può far perdere dei fans, ed è una cosa che secondo me non avviene se in futuro si capitalizza il buon gusto melodico degli Vltor.
In conclusione, “Non auro sed ferro” è un buon esempio di band che scalpita per farsi sentire dopo aver trovato un proprio stile, ma questo stile è ancora qualcosa che può essere processato bene per farlo funzionare al massimo. Promossi dunque e da tenere d’occhio se vi piacciono le cose più silvestri del black metal, insieme anche al pagan/folk, ma per la prossima volta ci aspettiamo un potenziamento della struttura dei riffs e degli arrangiamenti degli stessi.

Track by Track
  1. Mundus Patet - Intro S.V.
  2. Taurobolio 70
  3. Coniuratio 75
  4. Deus silvarum 70
  5. Fons perennis 70
  6. Evoe Bacche! 70
  7. Haec est Italia 70
  8. Ad Bestias 75
  9. Il toro e la lupa 75
  10. Non auro sed ferro 70
  11. Gemoniae - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 03.12.2025. Articolo letto 65 volte.

 

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