Alberto Rigoni «Unexpected Lullabies» (2024)

Alberto Rigoni «Unexpected Lullabies» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
01.12.2025

 

Visualizzazioni:
63

 

Band:
Alberto Rigoni
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Titolo:
Unexpected Lullabies

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Alberto Rigoni :: Bass
Various guests

 

Genere:
Prog Rock / Metal

 

Durata:
50' 19"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.06.2024

 

Etichetta:
Sliptrick Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

Nonostante il prestigioso pedigree musicale di Alberto Rigoni, bassista e compositore dalle capacità e dal palmares indiscussi, “Unexpected Lullabies” non mi convince più di tanto, e nonostante le migliori intenzioni, finisce per essere più che un album, una compilation di brani veri, cover e temi musicali anche non male, ma che messi insieme non hanno tanto senso in sé.
A parte infatti le 3 cover, alcune delle quali messe stranamente in apertura, e che costituiscono una anche piacevole seppur non fondamentale rivisitazione di certi classici, ben presto si arriva al vero problema del disco, che è dato da dei temi musicali non male (Il disco è raramente cantato), ma dei quali non si riesce a percepire l’importanza di questi nella tracklist, alternati ad altri brani di diversi generi che non si capisce bene cosa c’entrino. Di ciò che dico, ne sia un esempio “Out of fear”, un brano anche carino per basso e tastiera che invero non è male, ma che suona un po’ niente di speciale, a cui dopo si accoda “Veni Laetitia”, un brano tra il folk e un certo feeling antico che non c’entra niente coi brani precedenti e che spiazza un bel po’ l’ascoltatore. E dopo di questo arriva “Nenia”, un brano che forse vorrebbe suonare romantico, e invero ci riesce, ma lo fa suonando come uno di quei brani da studio per pianoforte, e di cui davvero non si capisce l’imprescindibilità. E come se non bastasse, a seguire ci sono una “A slap lullaby” di cui il titolo dice tutto, e che di nuovo: non è male, ma cambia ancora le coordinate stilistiche e finisce per spiazzare l’ascoltatore, il quale viene poi ancor più disorientato con una “Saga” che è un brano acustico buttato un po’ là, e una “Vicky” abbastanza anonima, sinceramente. E come se non bastasse, a fine disco ci sono una “Peaceful” che è un brano totalmente pop il cui ritornello non esce granché bene, e una corale “Un uomo che voga” che di nuovo non suona imprescindibile, e soprattutto ha gli strumenti troppo alti rispetto alla voce, con risultato che non si capisce granché di ciò che sta dicendo la cantante.
Dunque, un disastro? Non esattamente, “Unexpected lullabies” non è qualcosa di inascoltabile, è che più che altro suona come una compilation casuale di brani non sempre efficaci, alcuni non male, altri un po’ lasciati così, e altri che da soli non rendono l’idea di cosa voleva riproporre il nostro Alberto Rigoni, col risultato che forse pecca di pretenziosità, e che lascia troppo l’ascoltatore più confuso che altro, visti i continui cambi di genere a variabile intensità. Non voglio bocciare quest’album perché alla fine non è roba che non si può sentire, fatta male o che altro, ma comunque con “Unexpected lullabies” resta un po’ troppo criptico, frammentato e forse anche un po’ pretenzioso, e per me oltre una certa sufficienza non va. Va bene essere intimisti e introspettivi, ma comunque ci si deve anche connettere con l’ascoltatore, oppure sono tante emozioni non molto comprensibili.

Track by Track
  1. Vittoria - Intro S.V.
  2. Fly me to the moon - Frank Sinatra cover S.V.
  3. Azzurra 60
  4. Dancing with tears in my eyes - Ultravox cover S.V.
  5. Out of fear 60
  6. Veni Laetitia 60
  7. Nenia 55
  8. A slap lullaby 65
  9. Saga 55
  10. Vicky 55
  11. Strangers in the night - Frank Sinatra cover S.V.
  12. Ocean Traveler (in memoriam of Vitalij Kuprij) 65
  13. Peaceful 55
  14. Un uomo che voga 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
61

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 01.12.2025. Articolo letto 63 volte.

 

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