Aydra «Icon of Sin (ristampa)» (2024)

Aydra «Icon Of Sin (ristampa)» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
30.11.2025

 

Visualizzazioni:
79

 

Band:
Aydra
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Titolo:
Icon of Sin (ristampa)

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Francesco Olivi :: Guitars
Mauro Pacetti :: Vocals, Bass
Nicola Raffaeli :: Drums
Marcello Lammoglia :: Guitars

 

Genere:
Technical Death Metal

 

Durata:
32' 9"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.05.2024

 

Etichetta:
Rude Awakening Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Altra ristampa per il primo album datato 1999 dei Death metallers Aydra da Ancona, che in appena 32 minuti riescono a convincerci con il loro death metal tecnico e complesso che tanto deve a gruppi come i Death, Cynic e compagnia bella.
I brani di “Icon of sin” sono infatti appartenenti alla fascia del Death Metal che all’attacco frontale prediligono un approccio progressive, dove a volte c’è spazio per la melodia sempre in stile Death, come nella title track, e altre volte come nel secondo brano c’è maggior spazio per la potenza e la velocità, mai comunque del tutto sopra le righe e comunque con un songwriting spesso nervoso e contorto, il tutto senza dimenticare alcune fughe tipicamente jazz come in “Lust time fury”, dove a un groove potente iniziale va dopo un po’ ad affiancarsi una partitura poliritmica dove basso e chitarra poco distorta vanno a mostrarci le loro capacità tecniche, anche se per me il brano più riuscito è “Xavier’s dream”, in quanto è il brano più vario, e che per questo fa da buona summa compositiva di “Icon of sin”.
Dunque, il primo disco degli Aydra è probabilmente quello meno originale, e forse anche un po’ immaturo non tanto nello stile, ma perché a volte la brevità dei brani si sente, come in “No one’s tale”, e ci si poteva aspettare qualcosa in più in termini di idee. Un altro difetto è che forse questo disco non possiede un vero e proprio highlight e risulta per questo essere un po’ meno a passo coi tempi odierni, risultando certamente ben elaborato ma forse anche privo di qualche slancio compositivo in più che oggi fa un po’ più di differenza. A contrasto di tutto questo, va detto che gli Aydra nel 1999 riuscivano dove al tempo tanti wannabes fallivano, provando a fare i Death a parole, e a fatti creando o casini sonori, o robe mosce, oppure non arrivando neanche al primo album.
Per questo motivo, “Icon of sin” degli Aydra resta comunque un disco bello e che sa fare cose che tanti altri ancora oggi fanno fatica a tirare fuori. Certo, possiede qualche punto più acerbo dovuto al fatto che era pur sempre il loro primo album, ma il risultato è ancora valido e piacevole. Se il metal tecnico è ciò che vi piace, questa ristampa è per voi.

Track by Track
  1. Icon of sin 70
  2. Between the devil and the deep blue sea 70
  3. No one's tale 65
  4. Reflect and desist 70
  5. Pleasure dome 70
  6. The day of the wedding 70
  7. Xavier's dream 75
  8. Lust time fury 75
  9. Night drive 70
  10. No R.M.X. - Remix S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 30.11.2025. Articolo letto 79 volte.

 

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