Swarm Chain «Cernunnos» (2025)

Swarm Chain «Cernunnos» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
25.11.2025

 

Visualizzazioni:
119

 

Band:
Swarm Chain
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Titolo:
Cernunnos

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Paolo Veluti :: Voce, basso;
- Emanuele Cirilli :: Voce;
- Daniele Mandelli :: Chitarra;
- Riccardo Tonoli :: Chitarra;
- Daniele Valseriati :: Batteria;

 

Genere:
Doom / Death Metal

 

Durata:
32' 12"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
28.11.2025

 

Etichetta:
Undeground Symphony Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Nati nel 2020, gli Swarm Chain rilasciano la seconda fatica di studio intitolata “Cernunnos”, un album a cinque tracce di matrice doom, death metal che tanto ricorda Candlemass e Paradise Lost. Ma procediamo con ordine. Il nuovo disco, che tra l’altro vede l’ingresso di un nuovo chitarrista all’interno della propria line up a cinque elementi, vede oltretutto lo sdoppiamento vocale clean growl che spezza bene l’incantesimo delle buone iniziative strumentali e sonore del combo. La voce, le cui influenze sono piuttosto gotiche nell’assetto propositivo, offrono una certa attrazione alla componente strutturale del disco, che all’ascolto risulta prevalentemente melodica e affabile oltre che naturalmente molto orecchiabile; esattamente come per il primo album le registrazioni sono state effettuate all’Elfo Studio di Piacenza, il mixaggio è stato curato dal chitarrista della band nonché sound engineer Daniele Mandelli e infine il mastering è stato affidato a James Plotkin. Indubbiamente la qualità non tarda a emergere e sin da subito e il nuovo “Cernunnos” si propone come un concept album che parla delle reazioni di un uomo primitivo di fronte alle forze della natura; ogni brano dell’album parla di una novità che è legata a fenomeni in cui l’uomo si imbatte per la prima volta, che non conosce e a cui cerca di dare una spiegazione; le spiegazioni emergono dalla singola disamina dei brani che, a cominciare da “Cernunnos”, il cui nome deriva da una divinità greca, associa il bosco ad un grande animale e l’uomo, il protagonista delle novità, lo idealizza e lo innalza a divinità, non avendo mai visto creature così grandi e maestose; tecnicamente il brano è un’alternanza tra melodie e sonorità potenti e dirette, forti di ritornelli che rimangono impressi nella mente dell’ascoltatore; a seguire “The Storm Within”, dove ad essere scoperta è questa volta l’acqua da cui l’uomo cerca di fuggire impaurito dalla sua derivazione dal cielo; anche in questo brano il clean fiancheggia il growl all’interno di melodie disposte tra le due chitarre in maniera semplice e inequivocabile; a seguire è poi “Earth’s Silence Secret”, all’interno del quale la tematica abbraccia giorno e notte similare ad una danza che si alterna nel cielo e, come tale, lascia lo spettatore affascinato e magicamente attratto dal misterioso evento; la struttura del brano pare ravvicinarsi all’heavy metal più classico ma l’ottima alternanza clean growl, ancora una volta legittima la buona intesa tra l’insieme; segue poi “The Shaman” dove l’incontro tra l’uomo con uno sciamano che permette il raggiungimento e la comunicazione con il mondo dei morti; ancora una volta il doom si fa convincente per la sua nitida collocazione all’interno della difficile tematica trattata; conclude il disco “Sacred Ember” dove si scopre il fuoco da cui l’uomo è attratto ma anche impaurito per l’effetto magico trasmesso. L’effetto finale che emerge dall’ascolto di questo secondo album, è un lungo e affascinante cammino attraverso strade sconosciute ma nelle quali c’è sempre un qualcosa che dà sicurezza e conforto nel percorrerle al pari della tenacia e della forza indiscussa di questa band.

Track by Track
  1. Cernunnos 80
  2. The Storm Within 80
  3. Earth’s Silence Secret 80
  4. The Shaman 80
  5. Sacred Ember 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
79

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 25.11.2025. Articolo letto 119 volte.

 

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