Element «Essence of Earth» (2025)

Element «Essence Of Earth» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Frank Rastrello »

 

Recensione Pubblicata il:
18.11.2025

 

Visualizzazioni:
76

 

Band:
Element
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Titolo:
Essence of Earth

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Antonio Pollizzi - guitars
Giusy Morabito - piano and keys
Omar Cappetti - drums
Maxime Tosi - vocal
Christian Polloni - bass

 

Genere:
Metal / Rock / Jazz

 

Durata:
34' 0"

 

Formato:
Promo CD

 

Data di Uscita:
20.03.2025

 

Etichetta:
Wanikiya Record
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Mi sono avvicinato all’ascolto di questo lavoro “Essence of Earth” della band Element, con molta curiosità dato che nelle info del press kit il progetto viene presentato come un mix tra rock/metal jazz e progressive, fusione che nasce dal connubio artistico dei due fondatori, ovvero il chitarrista Antonio Pollizzi, che apporta il suo background metal/progressive, e la pianista Giusy Morabito di formazione invece nettamente più classic/Jazz; completano la formazione contaminandone il sound con la loro esperienza, tecnica e personalità, il batterista Omar Cappetti (già Any face e Headless Ghost), il bassista Christian Polloni e la cantante Maxime Tosi.
L’opener “5th Element” è un interessante traccia metal progressive intrisa di riff e cambi di tempo dove si mostrano da subito le carte forti della band: una preparazione tecnica notevole, un songwriting fluido nella stesura delle parti strumentali che passano dal metal, al progressive passando per riff stoner e per la musica ambientale; ottimi intrecci melodici/armonici tra chitarre e tastiere Synth; non convince al 100% invece la voce di Maxime che risulta un pò ovattata (forse un missaggio e un equalizzazione migliore la potevano qualificare di più) e leggermente insicura ma il timbro è molto bello e personale e credo che lavorandoci un pò potrebbe diventare un punto di forza della band.
“Earthquake” esalta ancora il lato progressive della band con un bel lavoro di Omar dietro le pelli. In questo brano invece la voce di Maxime convince di più, complice forse l’utilizzo di registri più bassi e una linea melodica più definita (anche se io avrei osato ancora di più con le armonizzazioni vocali nel ritornello).
Sulla stessa linea la seguente “Trough The Fire” dove la componente tecnica affidata al progressive metal, se possibile, è ancora più preminente che nelle precedenti tracce: le parti strumentali sono sofisticate e complesse lasciando percepire te influenze di colossi del genere quali Dream Theater ecc.; la band è affiatata e compatta ma la voce risulta ancora una volta precaria e in alcune occasioni al limite della stonatura. Notevoli gli assoli dei due protagonisti melodici e le veloci scale all’unisono.
“Fear or Faith” è invece una ballad ricca di atmosfera dove le evoluzioni pianistiche sono in evidenza.
Piano che torna anche nella sezione centrale della successiva “Air Breeze Of Apparente” altro brano progressive metal che in alcuni momenti della parte finale troviamo finalmente un leggero sapore del professato jazz nel fraseggio dei soli; elemento, il jazz, che mi sarei aspettato di incontrare in una quantità più importante visto quanto anticipato nelle info presenti nel press kit e che sicuramente sarebbe stato interessante approfondire di più considerando il background di Giusy.
Anche la successiva “Still Waters Run Deep” si apre con arpeggi pianistici che portano alla memoria i vari Rudess/Moore/Sherinian; brano che parte soft ed evolve anch’esso su lidi nettamente progressive metal con scale veloci e riff in tempi dispari.
Chiude l’album la strumentale “What They Do In The Shadows” dove, tra mille acrobazie progressiv, si salta la tecnica di tutti i musicisti coinvolti. Brano che oltre alla tecnica riesce a creare anche un universo sonoro e un atmosfera interessante.
Concludo dicendo che questo combo di musicisti, aggiustando alcune cose come la voce e prestando più attenzione in alcuni episodi alla linearità della forma canzone (restando pur sempre in ambito prog) ha veramente del potenziale per essere una delle realtà progressive più interessanti del underground italiano. Abilità tecnica, buon songwriting e belle idee di certo non mancano anche se, a fine ascolto, resta un pò l’amaro in bocca per non aver sentito quel punto in più in termini di originalità a livello di contaminazione di generi musicali.

Track by Track
  1. 5th Element 70
  2. Earthquake 75
  3. Through The Fire 65
  4. Fear Or Faith? 65
  5. Air Brezze Of Apparance 70
  6. Still Waters Run Deep 70
  7. What They Do In The Shadows 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Frank Rastrello » pubblicata il 18.11.2025. Articolo letto 76 volte.

 

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