Superchained «Symbolic» (2025)

Superchained «Symbolic» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
17.11.2025

 

Visualizzazioni:
95

 

Band:
Superchained
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Titolo:
Symbolic

 

Nazione:
Francia

 

Formazione:
- Hugo Lanvin :: Electric and bass guitars, voices, piano and drums;

 

Genere:
Alternative Rock

 

Durata:
34' 22"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
31.10.2025

 

Etichetta:
Bitume
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La one man francese Superchaned, capitanata dal polistrumentista Hugo Lanvin, presenta la propria seconda discografica intitolata “Symbolic” appartenente a questo progetto iniziato nell’anno 2017; il lavoro, composto da dieci tracce fonde brani di ispirazione grunge, rock alternativo, ballate e brani ibridi che mescolano diversi stili, con accenni di funk, fusion, indie punk con venature metal. In sostanza c’è un po’ di tutto proprio a riprova delle capacità adattative dell’autore che non certo può fermarsi ad uno stile unico e basta, ma piuttosto preferisce sperimentare e cimentarsi alla ricerca di sonorità tutte personali ed originali. Il nuovo “Symbolic”, riunisce in sostanza brani che evocano immagini potenti e figure suggestive, capaci di tracciare un paesaggio simbolico che richiamano tutte le sfaccettature della vita; il disco segna una fase cruciale nell'evoluzione della band dall’inizio sino ad oggi. Le prime composizioni dell'album sono iniziate nell'estate del 2023 con tracce realizzate in modalità unplugged. Tuttavia, queste risultavano troppo distanti dall'album di debutto, creando l'impressione di un divario stilistico troppo ampio tra i due progetti. Solo nell'inverno del 2024 i primi brani destinati a Symbolic hanno iniziato a prendere forma. Questa volta, l'equilibrio tra la continuità con la precedente uscita del 2022 “Strangekind”, e la voglia di esplorare nuove influenze, si è rilevato perfetto. Il mixaggio mirava a un suono più equilibrato e moderno rispetto al debutto, senza però scadere nella sovrapproduzione. L'obiettivo era quello di creare una sensazione naturale in cui ogni strumento avesse il suo posto e l’effetto ben riesce a cominciare dall’opened “Born Again” dove, al di là del buon ritornello e della ritmica, forse un po’ fuori luogo, seppur decentemente suonato, è il lead solo; segue poi la dinamica e moderna “Let’s Make Something” brano di derivazione funky rock metal con un cantato quasi rap che si salva per il motivo centrale che, tutto sommato ancora una volta fa colpo sull’ascoltatore; molto delicata è invece “Falling Down” forte di un’intro acustica ben presto sviluppatasi in favore di un rock semi pop; ecco il brano che stavo in effetti aspettando, questo “The Trip”, brano grunge punk potente, diretto e trascinatore dall’inizio alla fine; nuova performance acustica dove una moderata batteria prende corpo in favore di altro dinamico ma non troppo acerbo brano; nuovo funk rock per la splendida “ The Narcissist” una delle migliori performance del disco forte anche di un ritornello, forse già sentito da qualche parte, ma che alla fine fa la sua bella figura; conclude “Prostetic Head” altra buona performace rock grunge. Un disco completo che indubbiamente, al di là di un insieme di stili che attraggono e non rendono il tutto monotono, riesce ad entusiasmare e divertire.

Track by Track
  1. Born Again 80
  2. Let's Make Something 80
  3. New Sensation 75
  4. 9:17 75
  5. Falling Down 80
  6. The Trip 80
  7. All About Money 75
  8. Runaway 70
  9. The Narcissist 75
  10. Prosthetic Head 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 17.11.2025. Articolo letto 95 volte.

 

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