Ardeat «Apotheosis» (2024)

Ardeat ŤApotheosisť | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
17.11.2025

 

Visualizzazioni:
237

 

Band:
Ardeat
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Titolo:
Apotheosis

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Riccardo Cremaschini :: Bass
Andrea Adriano Salvagn :: Drums
Julian Polonioli :: Guitars
Enrico Pinelli :: Vocals
Cristian Della Noce :: Guitars

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
55' 38"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.12.2024

 

Etichetta:
WormHoleDeath
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Bel disco d’esordio per gli Ardeat da Brescia, band black/death metal proveniente da Brescia e formata dalle ceneri dei Werewolf Satan ma con un altro chitarrista, e in questo “Apotheosis” i nostri ci propongono 5 brani più intro, outro e cover conclusiva di “Atlantide” di Franco Battiato, nientemeno, che in questa versione viene stravolta fino a renderla praticamente compatibile col sound degli Ardeat.
Ora, va detto che in questi 55 minuti e mezzo circa di “Apotheosis”, è la componente black metal a prevalere, mentre quella death è presente sotto forma di death melodico stile Dissection, che si ascolta un po’ dalla opener “Hyperion” per cospicue quantità di chitarra solista, e che si va a far sentire di più nei brani successivi, specialmente da “Ignis fatum” in poi, visto che le armonizzazioni e una certa dinamicità di songwriting accomuna gli Ardeat proprio alla nota band di Jon Nodtveidt, seppur con le dovute distanze. Ci sono più sporadici richiami ai Lord Belial o ai primi Besatt per momenti più calmi e oscuri, ma sono più rari. “Apotheosis” non è dunque un disco che cerca di suonare originale, ma è comunque il frutto di una band che cura bene i propri brani con varie idee e passaggi riusciti e senza cadute di tono, e che ha il suo culmine compositivo proprio nella title track, che funge da ottima summa compositiva degli Ardeat e che riesce al contempo a esemplificare un po’ il sound dei nostri ragazzi. Sì perché volendo muovere un difetto agli Ardeat, va detto che i brani hanno comunque un po’ di fronzoli qua e là, e forse fin troppe idee che rendono i brani certamente vivaci ma anche non molto scorrevoli, dove forse un po’ di sfrondata del sound mischiata ad un po’ di voler andare dritto al punto migliorerebbe i brani, secondo me.
Comunque sia, “Apotheosis” rappresenta un punto d’inizio discografico certamente positivo per gli Ardeat, tranquillamente consigliabile a chi cerca una band black metal che non sia l’ennesimo clone dei Darkthrone, e che invece predilige un maggior approccio chitarristico.

Track by Track
  1. Sic transit gloria mundi - Intro S.V.
  2. Hyperion 75
  3. Ignis fatum 75
  4. Nell'ora dell'epilogo 75
  5. Hekate 70
  6. Apotheosis 80
  7. Et in arcadia ego - Outro S.V.
  8. Atlantide - Franco Battiato cover S.V.
  9. Atlantide - Franco Battiato cover S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 17.11.2025. Articolo letto 237 volte.

 

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