Blues For Neighbors «Rivers of Living Water» (2025)
Blues For Neighbors
Titolo:
Rivers of Living Water
Nazione:
Polonia
Formazione:
- MG :: voice, guitar, cajon, percussion, kbd, synths, harmonica, mandolin;
- PO :: lead guit;
Guest musicians:
- Rafal Przewlocki :: cigar box guit. (11.), banjolele (02., 09.);
- Kamil Bienczak :: voc. (11.)
Blazej Grygiel: bouzouki (06.), bass (06., 08.), organetta (06.);
Genere:
Gothic Americana / Death Country / Acoustic Blues
Durata:
56' 0"
Formato:
CD
Recensione
Se siete alla ricerca di un fiumiciattolo, qualche albero essiccato, un cavallo, della polvere del deserto, tanto sole e piante selvatiche tipiche dei film western, il nuovo disco del duo polacco dei Blues For Neighbors, vi fa ben sintonizzare nel giusto canale. La band, con il nuovo “Rivers Of Living Water” prosegue in sostanza il viaggio che aveva iniziato a percorrere anche nel corso della precedente, ultima uscita di “Funeral Piles And Gallows” datata 2023, per proseguire ancora oggi, attraverso scenari tipici dell’immaginario americano dei film western tra chitarre acustiche, armoniche, tamburello e un clean soave, nitido e rilassante, uno dei più rilassanti viaggi. I tredici brani proposti rappresentano quanto di meglio ci possa essere per gli amanti del blues, gothic rock dalle tendenze country dove non c’è nulla di elettrico tra distorti batteria bassi e quant’altro ma solo musica acustica, lead solo, slide e tutto quanto di più naturale si possa immaginare. I brani scorrono molto velocemente nonostante la media durata e si sviluppano ritmicamente un po’ tutti alla stessa maniera pur mutando naturalmente in alcune battute; molto caratteristici “Make Me A Bird” e “Gallows Pole”, mentre appena più propositiva e magica è “We’re All Private Property” proprio per la viva ritmica che si sviluppa a seguito del motivo in apertura, dinamico e coinvolgente; stessa sorte, con una voce simil effettata, è invece “It’s All The Simple”, traccia che nuovamente si propaga per rendere sempre viva l’idea del west. Ancora velocità e dinamica con “Cuckoo”, classica ballad da far west dove è impossibile non rimanerne coinvolti; tipico blues acustico con tanto di slide è “Forest Blues” coinvolgente e ancora una volta vivissima nei contenuti; si prosegue poi con le conclusive “Little Omie” e “God Below”, in cui regna la quiete e il sogno di ciò che questo duo polacco fa dell’immaginario tipico americano un mito personale ed intramontabile anche per l’amata terra polacca d’origine. Un disco rilassante, dinamico e appagante dall’inizio alla fine.
Track by Track
- Make Me A Bird 80
- Gallows Pole 75
- We're All Private Property 80
- John The Revelator 75
- It's All That Simple 75
- Guillotine Song 80
- Different Places 80
- Greengrass 75
- Cuckoo 75
- Forest Blues 80
- Song For Dylan 75
- Little Omie 75
- God Below 75
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 75
- Qualità Artwork: 75
- Originalità: 70
- Tecnica: 75
Giudizio Finale
76Recensione di Wolverine » pubblicata il 14.11.2025. Articolo letto 124 volte.
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