Pantheon Band «Upswing» (2024)

Pantheon Band «Upswing» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Frank Rastrello »

 

Recensione Pubblicata il:
22.09.2025

 

Visualizzazioni:
454

 

Band:
Pantheon Band
[MetalWave] Invia una email a Pantheon Band [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Pantheon Band

 

Titolo:
Upswing

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Bruno Baudo: lead vocals
Gilberto Giangolini: lead guitar
Tommy Conti: bass / backing vocals
Marco Quagliozzi: piano, hammond, keyboards, backing vocals
Mario Quagliozzi: drums

 

Genere:
Hard Rock / Progressive

 

Durata:
46' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.09.2024

 

Etichetta:
Club Inferno
[MetalWave] Invia una email a Club Inferno [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Club Inferno [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Club Inferno [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Club Inferno [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Club Inferno

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Disco hard rock di buona fattura questo secondo Full Lenght “Upswing” dei romani PANTHEØN BAND, combo di 5 “rockers” della scena romana che hanno debuttato nel 2020 col loro primo album “Five Lines”
Le influenze della band sono limpide e cristalline e fanno tutte riferimento a quell’ hard rock che a tratti si tinge di AOR, a tratti di progressive, dove le chitarre graffianti s’impastano con suoni di hammond e tastiere, che si sviluppa a cavallo degli anni 70 e 80 ed in effetti questo sound risulta essere subito lampante e vivido già dall’ opener “Get Away From You”, pezzo hard rock tirato (come tradizione vuole per la traccia di apertura di un disco di questo stile) sull’onda dei Deep Purple e degli Uriah Heep più duri con un ritornello dal sapore leggermente più “ottantiano”.
Maggiormente inclinata verso un AOR di stampo progressive la seguente “Sweet Lady Luck” che si apre con un bel solo di basso di Tommy Conti, brano che gioca con armonie ricercate sopratutto nel destabilizzante ritornello che mi ria ricordato i migliori SAGA, sempre azzeccato l’arrangiamento con inserti di hammond. Ottimo pezzo davvero.
Po, come in ogni disco hard rock anni ’80 che si rispetti, è la volta della ballad; ed ecco servita “No Man’s Land”: qui la voce di Bruno tocca le corde emotive più profonde galleggiando sopra le chitarre di Gilberto e il tappeto di tastiere orchestrali creato da Marco Quagliozzi. Ballad interessante che non corre il rischio di confondersi con i tantissimi brani dello stesso stile e che mantiene una certa personalità grazie a delle scelte armoniche mai scontate.
“Man On The Run” riprende il mood della traccia di apertura, chitarre infuocate, sezione ritmica potente e precisa, quintali di Hammond (addirittura un gustosissimo assolo), che esplodono in un ritornello super ottantiano che sembra venire direttamente da uno dei b-sides dei Bon Jovi.
“Flying High” è un brano strumentale che ci mostra la qualità e la caratura dei musicisti della band. Brano progressive a metà strada tra I Toto ed i Dream Theater con bellissime evoluzioni pianistiche che sfociano in un potente mid tempo carico di Groove.
“On The Razors Edge” ci riporta ai lidi dell’hard rock più puro: gran tiro, belle melodie e l’ugola di Bruno che dà la giusta carica. Brano che non ha niente da invidiare ai grandi classici del genere.
Il sound si tinge di Blues con la seguente Semi Ballad “My Old Whiskey Bottle” che ci porta a fare un giro nel delta del Mississippi. Buono l’assolo nel fade out della canzone.
La seguente traccia “I Remember You” non aggiunge niente di nuovo, altro pezzo hard rock che forse ha un colore leggermente più scanzonato e stradaiolo nel ritornello tipico di fine anni ’80 nello stile dei Trixter, Bang Tango etc.
Un incendiaria improvvisazione di Hammond ci introduce al pezzo di chiusura dell’album “Light After Dark”, altro Mid Tempo strumentale di stampo progressive anni ’70 dove l’hammond la fa da padrone e ribadisce il valore degli strumentisti della band.
Se vi piace l’Hard Rock, sia quello più viscerale macchiato di progressive tipico degli anni ’70, sia quello più patinato e festaiolo degli anni ’80, non vi potete lasciar scappare questo “Upswing” perchè i PANTHEØN BAND, pur non facendo niente di nuovo, riescono a creare un sound molto personale, grazie ad una qualità tecnica molto buona, ma sopratutto ad un ottimo intuito compositivo che gli ha permesso di non cadere nei soliti cliché armonico/melodico del genere e salvare le loro canzoni dall’essere le ennesime canzoni/clone di moltissime altre nell’ambito Hard Rock. Bravi!

Track by Track
  1. Get Away From You 80
  2. Sweet Lady Luck 85
  3. No Man’s Land 75
  4. Man On The Run 70
  5. Flying High (instrumental) 85
  6. On The Razor’s Edge 75
  7. My Old Whiskey Bottle 75
  8. I Remember You 70
  9. Light After The Dark (instrumental) 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Frank Rastrello » pubblicata il 22.09.2025. Articolo letto 454 volte.

 

Articoli Correlati

News
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.