Lacrima Noir «L'Attesa Che Uccide» (2024)

Lacrima Noir «L'attesa Che Uccide» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
20.09.2025

 

Visualizzazioni:
165

 

Band:
Lacrima Noir
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Titolo:
L'Attesa Che Uccide

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Ignazio Mele :: All concept;

 

Genere:
Darkwave / Post-punk / Gothic

 

Durata:
41' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
05.04.2024

 

Etichetta:
Swiss Dark Nights
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il disco in disamina, è della one man band capitanata dal sardo Ignazio Mele, ex cantante dei Lacrime di Cera, ed oggi alle prese con il suo nuovo Lacrima Noir, progetto questo inebriato tra dark wave e alternative. Le nove tracce realizzate dall’autore, non lasciano molti spazi a valutazione ed identificazione di genere trattandosi di un insieme di ritmiche miscelate con elettronica e strumenti tradizionali oltre che da un’indole oscura che di fatto riesce ad ingenerare nell’ascoltatore curiosità e interesse. Cantato rigorosamente in lingua madre, il disco, fatta qualche eccezione, si presenta complessivamente apprezzabile nelle melodie mentre, la parte cantata, lascia un po’ quell’impressione di rimane forse un po’ troppo sul proprio inespressivo assetto dall’inizio alla fine del disco. In sostanza, siamo alle prese con un disco pregno di rancore e tristezza profonda oltre che di pensieri infelici, figli di un romanticismo decadente. Tra le tracce proposte ricordiamo “Michelle”, brano d’apertura impregna in sé quel clima oscuro che regnerà per tutto l’ascolto del disco e si caratterizza per le melodie di piano e chitarra disposte entrambe in un piano lugubre che, al pari delle stesse liriche, mettono in evidenza il delirio di una coscienza spezzata unificato ad un’attesa infinita che logora la mente. E’ poi la volta di “Dusseldorf Noir” brano appena più acerbo caratterizzato da un grandissimo dramma interiore; l’ascolto procede poi con “L ’Azzurro Silenzio”, dove vengono citate le parole di Giordano Bruno Verso altri mondi, musicalmente realizzato da una chitarra wave di sola malinconia. C’è poi la nuova versione di “Cenere” brano dell’epoca dei Lacrime di Cera; “A Lume Spento” è ricco di elettronica ma pur sempre ricca di oscurità; da ricordare ancora “L ’Attimo morto”, traccia nuovamente drammatica ma forte di sonorità taglienti e d’effetto. Il disco si conclude con “Visioni Alterate”, una ballad abbastanza liturgica e solenne che chiude il l’oscuro sipario nel mistero più profondo. Un lavoro che viaggia nel più oscuro dei mondi gettando l’ascoltatore all’interno di un delirio dal quale difficilmente si esce con le idee chiare.

Track by Track
  1. Michelle 65
  2. Dusseldorf Noir 70
  3. L'Azzurro Silenzio 70
  4. Cenere 70
  5. A Lume Spento 70
  6. Vespero 65
  7. Le Viole 65
  8. L'Attimo Morto 70
  9. Visioni Alterate 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
69

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 20.09.2025. Articolo letto 165 volte.

 

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