Niamh «People of the Underworld» (2024)

Niamh «People Of The Underworld» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
10.09.2025

 

Visualizzazioni:
428

 

Band:
Niamh
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Titolo:
People of the Underworld

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Mike :: Vocals;
- Tommy :: Guitars;
- Mateja :: Bass;
- Colli :: Drums;

 

Genere:
Alternative Metalcore

 

Durata:
38' 19"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
03.05.2024

 

Etichetta:
Lucky Bob Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

All’interno di un mondo oscuro senza compromessi in cui si aggirano creature con sete di odio e vendetta, si sviluppa il nuovo album dei Niamh, band che, nel panorama italiano, non ha bisogno di presentazioni dato l’ormai conclamato stile identificabile in un alternative metalcore che vieppiù pare notevolmente affinatosi con l’uscita di questo “People Of The Underworld”. Il nuovo disco, si sviluppa in nove tracce la cui caratteristica ricade nell’ambito di un alternative oscuro con sembianze tendenti al metalcore e immancabili processi elettronici in cui non mancano groove avvolti anche da una produzione di livello. Il clean scream dà il meglio di sé all’interno di un processo che vede una notevole attitudine e cura negli arrangiamenti oltre alla capacità di saper alternare, nel momento giusto, cariche più irruenti rispetto a contesti più pacati e melodici; anche il riffing della band è enorme con i suoi tratti dal sapore quasi soffocante dove non manca quella giusta dose di mordente che inevitabilmente fa la differenza. Indubbiamente, questo terzo capitolo della band, data la cura dei dettagli, pare essere il migliore tra le uscite sin ora proposte, data l’eliminazione delle falde che in precedenza erano evidenti. I brani, pur diversificandosi tra loro adottano ciascuno delle particolarità soprattutto tale da abbracciare un oscuro clima miscelato tra groove e massicce dosi di elettronica. Identificabili “Son Of God”, brano che alterna melodie ruggenti con passaggi oscuri moderati; ma ancora “Shining like Sirius”, traccia oscura ma parimenti moderata ricca di effetti e di elettronica; cattiva il giusto “Antibiotic” cantata in rap made in italy; una citazione a parte l’elettronica cover dei Metallica “Seek And Destroy”, rivisitata in maniera personalizzata dalla band. Il lavoro, come accennato, pare essere il migliore sin ora realizzato; la band ha trovato dei nuovi punti fermi che piacciono e che possono tranquillamente condividere tra i palchi per riceve i giusti elogi e annesse gratitudini per questo obiettivo centrato.

Track by Track
  1. The Unloved 70
  2. Sons Of God 70
  3. Shining Like Sirius 75
  4. I the underdog 75
  5. A Time For Farewell 75
  6. Antibiotic 80
  7. The Wow Effect 75
  8. Killyjoy 70
  9. Seek and Destoy S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 10.09.2025. Articolo letto 428 volte.

 

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