Red Sky «Future Metal» (2024)

Red Sky «Future Metal» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Frank Rastrello »

 

Recensione Pubblicata il:
08.09.2025

 

Visualizzazioni:
375

 

Band:
Red Sky
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Titolo:
Future Metal

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Red Sky

 

Genere:
Alternative Rock / Rap / Sperimentale

 

Durata:
37' 55"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2024

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Devo ammettere che quando ho iniziato a guardare le foto, leggere la Bio e sbirciare il press kit di questo progetto Future Metal del misterioso artista Red Sky, la mia curiosità e di conseguenza le mie aspettative hanno iniziato a crescere a dismisura e pulsare con entusiasmo data l’enorme quantità di carne messa al fuoco in questo concept album, chiamato appunto Future Metal, che, come Red Sky stesso afferma, vorrebbe rappresentare un punto di rottura con gli schemi classici della musica metal e proporre un nuovo modo di concepire e ascoltare questo genere musicale che tanto amiamo. Da amante del crossover e di tutte le forme ddi contaminazione di influenze e stili musicali diversi in effetti un calderone che mescola Metal, Rap (anche se lo definirei per lo più Trap), strumenti orientali, parti con elementi di elettronica, testi cantati in Italiano e Giapponese e filosofie orientali che prendono spunto dal mai troppo compianto Bruce Lee mi è sembrato un punto di partenza davvero interessante.
L’album contiene varie tracce che spiegano un po la storia di questo concept in stile audiolibro: per farla breve parla di un samurai (Red Sky) che vaga nell’universo con lo scopo di perfezionare uno stile musicale nuovo, evoluzione e sintesi delle influenze musicali dei popoli che incontra nel suo cammino, però un demone di nome Marek lo segue cercando di corromperlo per far assoggettare il suo stile musicale alle convenzioni del sistema musicale falso e materialista; queste tracce si alternano a quelle piú prettamente musicali ed è qui che a parer mio cadono le aspettative e Red Sky non riesce (purtroppo) a centrare i suoi obiettivi. Innanzitutto il genere che l’artista dice di voler rivoluzionare senza piegarsi a compromessi con la pretesa di offrire un altisonante “futuro del metal”, è presente per lo più solo nella sua sfaccettatura più recente e commerciale/melodica, sulla scia di gruppi quali Bring Me The Horizon, Baby metal etc. con la classica formula di strofa eterea con arpeggino clean e cantato “rappato” e ritornelli distorti, piú aggressivi cantati in scream, tralasciando però quasi mezzo secolo di idee, influenze e stili che lo hanno determinato e contaminato.
In secondo luogo l’eccessivo utilizzo dell’ autotune in tutte le tracce che ne appiattisce l’espressione facendo virare il tutto in territorio Trap (fin troppo), genere che non voglio assolutamente discriminare, del resto è ineluttabile, la musica si evolve che piaccia o no e alcuni gruppi come gli Sleep Token, per esempio, hanno tirato fuori brani molto interessanti integrando il linguaggio di questo genere musicale (e non solo) nel metal; quindi ben venga la contaminazione (anche Trap) quando apporta qualcosa di personale e distintivo alle canzoni.
Certo si, ci sono alcune canzoni che creano atmosfere particolari grazie all utilizzo di basi elettroniche in stile industrial e arrangiamenti sonori etnici come Live by the sword, die by the sword, Kanashimu toki wa o Toki Ni Wa, (con interessante assolo di sax), però la maggior parte delle songs si somigliano molto (complice anche la medesima struttura metalcore in tutte le canzoni) e nessuna spicca per qualcosa di realmente incisivo e brillante.
I testi in generale fluiscono bene, con alcune belle immagini e slanci filosofici (per lo meno le parti in Italiano), le parti rappate sono sullo stile di Fabri Fibra e l’idea di fondo del concept non è male però la cosa che più mi ha deluso è stata credere a questa rottura degli di schemi del metal senza accettare compromessi con il sistema musicale falso sbandierato dall’artista, salvo poi ritrovarmi ad ascoltare un album dove viene mescolato il genere più in voga dell’universo giovanile (la Trap) e la puntina più commerciale dell’immenso iceberg che è il metal, il tutto confezionato in canzoni di formato e durata reel di Instagram/Tik Tok; ed io che mi aspettavo di ascoltare Frank Zappa Jammare con i Korn dopo una indigestione epica di Sushi!
In conclusione le idee di partenza sono molto interessanti, forse presentate in maniera leggermente presuntuosa, ma senza dubbio interessanti, però nella resa musicale qualcosa non ha funzionato e Future Metal in mia opinione poteva chiamarsi tranquillamente Future Trap e non è da escludere che a molti giovani che ascoltano questo genere ormai stagnante da anni questo lavoro possa risultare fresco e senza dubbio Red Sky potenzialmente potrebbe avere le carte in regola per assumere un ruolo da pionere/paladino di questa nuova tendenza. Però, in generale per chi ha vissuto l’epoca crossover con gruppi quali Faith No More, Living Colour, RATM, Fishbone, Primus, Bumblefoot etc..sa bene he cosa vuol dire fare musica metal senza compromessi e senza limite di contaminazioni; detto questo la sperimentazione musicale è sempre qualcosa che merita la mia stima e ammirazione e Red Sky se si gioca bene le sue carte potrebbe arrivare a fare qualcosa di realmente innovativo.

Track by Track
  1. 3024 (Intro) 70
  2. Promessa alle stelle 70
  3. Mirai Desu 50
  4. Il Cielo si tinse di rosso quel giorno 70
  5. Future Metal 55
  6. I fiori dell'anima 70
  7. Kami No Nyuron 50
  8. Il senso delle cicatrici 70
  9. Live by the sword, die by the sword 60
  10. Sacrificio 70
  11. Diamonds from my eyes 55
  12. Il cielo era nero 70
  13. Toki Ni Wa 65
  14. Trasmutazione 70
  15. Kanashimu toki wa 70
  16. Il sangue divenne oro (Outro) 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
65

 

Recensione di Frank Rastrello » pubblicata il 08.09.2025. Articolo letto 375 volte.

 

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