Sphere «Inferno» (2025)

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Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
08.09.2025

 

Visualizzazioni:
887

 

Band:
Sphere
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Titolo:
Inferno

 

Nazione:
Polonia

 

Formazione:
- Th0rn :: drums;
- Xan :: guitars;
- Machete :: guitars;
- V - vocal;
- ReGore :: bass;

Guests:
- Sven de Caluwe :: vocal in Luxuria;
- Dallas Toler-Wade :: solo in Fraus;
- Jarek 'Bunos' :: solo in Ira;

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
48' 34"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.05.2025

 

Etichetta:
Deformeathing Production
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
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Recensione

I polacchi Sphere dirigono ancora una volta il proprio credo nel mondo dell’occulto e dell’oscurità, tra antichi rituali e tradizioni familiari, dando luce al questo “Inferno”, opera in dieci tracce, rievocatrice di tutto ciò che appartiene all’occulto e all’esperienza che le anime ne traggono; non a caso, ogni singola traccia si divide in un canto, come se si trattasse di un girone dantesco pronto a farci assaporare ogni singola terrificante esperienza. Partendo da un sound brutale e tagliente tra growling, blast beat e riff intensi, il combo emette un contesto vario da cui si percepisce anche un certo tecnicismo che mai sino ad ora avevamo ascoltato soprattutto con l’uscita del precedente disco; lead solo virtuosi e una buona dose compositiva di assoluto livello, portano in sostanza ad apprendere anche non pochi richiami ad un death metal estremizzato che mai abbandona passaggi più melodici in alcune tracce “Canto I Limbus”, dove si assiste dalle seconda metà dell’ascolto ad un qualcosa di notevole livello compositivo; brutale è “Canto II Luxuria”, dalla partenza forsennata e di seguito concentrato in passaggi dal sapore più melodico, contornati da un certo virtuosismo decorato da superlativi lead solo; da ricordare è poi “Canto VII Haeresis”, brano che facilmente ci fa affiancare questa band a Vader, Decapitated e via discorrendo proprio per l’estrema cura adottata in ogni singolo passaggio e nell’innata cattiveria tra oscurità e male che ne deriva; impossibile non citare l’ottima presenza del chitarrista dei Nile Dallas Toler Wade nel brano “Canto VIII Fraus”, dove probabilmente la band dà il meglio di sé. Un disco rilevazione che supera senza la minima esitazione il precedente lavoro “Blood Era”, dove avevamo ben preso atto della forza e del credo di questa band ma che questa volta va invece oltre ogni aspettativa.

Track by Track
  1. Invocatio - Perditus 85
  2. Canto I - Limbus 85
  3. Canto II - Luxuria 85
  4. Canto III - Gula 80
  5. Canto IV - Avaritia 85
  6. Canto V - Ira 80
  7. Canto VI - Haeresis 85
  8. Canto VII - Violentia 85
  9. Canto VIII - Fraus 90
  10. Canto IX - Prodito 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
84

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 08.09.2025. Articolo letto 887 volte.

 

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