A Forest Mighty Black «The Hedonist» (2024)

A Forest Mighty Black «The Hedonist» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Frank Rastrello »

 

Recensione Pubblicata il:
03.09.2025

 

Visualizzazioni:
136

 

Band:
A Forest Mighty Black
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Titolo:
The Hedonist

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Costin Bursuc | vocals
Enrico Romeo | guitars
Gabriele Manna | guitars
Nicola Frigo | bass
Sebastiano Cavazza | drums

 

Genere:
Rock / Alternative Metal

 

Durata:
40' 4"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
06.09.2024

 

Etichetta:
Go Down Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Gia dopo i primi secondi di ascolto di questo “The Hedonist” con la rocciosa opener “Animal and Warriors” mi rendo conto di trovarmi di fronte ad una band matura e potente che trasuda da ogni singola nota e riff i generi da cui prende ispirazione: ovvero il grunge, lo stoner e l’alternative rock; però occhio, perché non mi riferisco al rockettino intriso di pop da classifica che ultimamente va tanto di moda e che viene mascherato col nome di alternative rock: no! Qui parliamo di riff granitici e martellanti che strizzano l’occhio allo stoner, al doom e che praticamente sconfinano nei territori mistici del rock psichedelico, ritmiche rocciose, sincopate e complesse che però lasciano che il brano scorra liscio e con tonnellate di groove, bellissime trame di chitarra che si rincorrono nel panning stereo, il tutto condito con una voce che plana sopra quest’ universo sonoro con un sapore e una timbrica dalle forti tinte psychedelic rock e richiami vagamente hard rock tali da conferire una buona dose di personalità alla proposta musicale di questi “A Forest Mighty Black” band del vicentino attiva dal 2013.
Dopo la già citata opener che ha tratti mi ha richiamato alla mente i Janes’ Addiction oltre che gli Alice In Chains ed i QOTSA, è la volta della ossessiva ma super incisiva “Birdman” che mi ricorda molto gli Alice In Chains di Check My Brain nel poderoso riff e un martellante andamento psychedelic/stoner in pieno stile Kyuss. Ottima anche la chiusura in Up Tempo.
Mental Maze segue lo stile Grunge/Alt. Rock incrementando la dose di rabbia nel riff trainante e allo stesso tempo abbandonandosi ad una maggiore apertura melodica nel ritornello.
Ocean Beats è invece un pezzo più riflessivo dove le chitarre eleganti dipingono mondi onirici e la voce di Costin Bursuc cresce in intensità fino al finale decisamente più arrabbiato ed esplosivo.
É la volta poi di The Gambler brano molto interessante che resta costantemente in bilico tra lo stoner, ed un desert rock di Tarantiniana memoria al quale si lega un ritornello a tratti progressive scandito in maniera egregia e precisa dalla sezione ritmica composta da Nicola Frigo al basso e Sebastiano Cavazza dietro le pelli. Brano che strizza molto l’occhio ai QOTSA e alla complessità ricercata del songwriting dei migliori Them Crooked Vultures e che non mi sorprende sia stato scelto come singolo.
Si torna ai riff rocciosi e ai ritmi psichedelici e martellanti con Mantra Chant dove ancora una volta le melodie vocali impreziosiscono l’ottimo lavoro chitarristico di Enrico e Gabriele seguendone le dinamiche. Intermezzo Psychedelic/Noise per poi rivenire catapultati nei primi anni ’90 con forti echi nello stile dei Soundgarden. Forse uno dei miei brani preferiti.
Dopo un apertura che ti trascina tra i deserti dell’Arizona The Night The Stars Went Off si presenta come un altro brano cadenzato dai toni intimistici che mi ricorda i Jane’s Addiction più psichedelici con armonie vocali e intermezzi strumentali che dilatano il tempo proiettandoti in uno spazio onirico.
Chiusura d’album tagliente con i 3/4 della prima parte di Grave Digger, brano che attacca aggressivo e che evolve fino ad aprirsi in armonie più aperte ma sempre di matrice grunge con tanto di assoli di stampo hard blues.
In conclusione un ottimo album, maturo nel songwriting e coerente nella proposta (con una produzione potente e un mix limpido e bilanciato alla perfezione) che piacerà molto agli amanti del genere ma che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato da chi sa ancora riconoscere la bella musica, fatta di idee, di passione e di sudore e che ci dimostra che in Italia ci sono molte realtà underground validissime che andrebbero sostenute di più.

Track by Track
  1. Animals & Warriors 80
  2. Birdman 80
  3. Mental Maze 80
  4. Ocean Beats 75
  5. The Gambler 85
  6. Mantra Chant 85
  7. The Night The Stars Went Off 80
  8. Grave Digger 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
80

 

Recensione di Frank Rastrello » pubblicata il 03.09.2025. Articolo letto 136 volte.

 

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