Slyther «Chronicles Of Despair» (2025)

Slyther «Chronicles Of Despair» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
16.08.2026

 

Visualizzazioni:
204

 

Band:
Slyther
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Titolo:
Chronicles Of Despair

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Federico Pavese :: Drums
Federico Pistilli :: Guitars
Marco Aquino :: Vocals, Guitars
Giovanni De Bonis :: Bass

 

Genere:
Thrash Metal

 

Durata:
29' 58"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.10.2025

 

Etichetta:
Time To Kill Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Anubi Press
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Recensione

Conosco bene gli Slyther, una band mia conterranea di Pescara, che ho visto crescere dai loro primi concerti ormai 3 anni fa circa, e che in relativamente poco tempo arrivano già al debut album per la Time to Kill Records. Bel traguardo per una band i cui membri sono giovanissimi (alcuni non sono neanche maggiorenni).
Per descrivere “Chronicles of despair”, album thrash metal che condensa 6 brani più brano strumentale e intermezzo in appena meno di mezz’ora di musica, lo distinguo in parti e dico che la prima parte dalla opener “Flask ‘n bone” fino a “Shut the fuck up” consiste in un thrash metal ben fatto, registrato e prodotto, ma anche molto poco originale, dove i richiami ai Metallica sono evidenti e insistiti; la parte centrale che va da “Violent fist” a “Visions” compresa (e volendo potremmo metterci pure “Shut the fuck up”, visto che sta un po’ a metà tra le due fasi) è invece senz’altro quella più riuscita di CoD, sempre non molto originale, ma dove gli Slyther riescono a suonare con più convinzione e potenza, e dando il massimo. Finora se l’album fosse tutto così, avremmo una piccola gemma underground, tuttavia a guastare un po’ il risultato di CoD ci pensa la parte finale che va da “Memories” fino alla fine, dove gli Slyther vanno un po’ alla cieca, con una “Memories” che è un brano strumentale abbastanza avulso dal resto dell’album in quanto va a suonare nettamente più melodico e molto meno thrash metal (A volte i fraseggi di chitarra solista vanno a ricordare Steve Vai), ma a parte la differenza di sound, questo brano poteva benissimo essere arrangiato con la voce, e invece per qualche strano motivo è stato lasciato così, per un risultato non brutto ma neanche molto rilevante nel complesso e in ultima analisi, evitabile, così come evitabile è l’intermezzo “Awake – 4”, che lascia spazio a una conclusiva “The sleepwalker” riuscita solo a metà, dove gli Slyther sperimentano con riffs più alla death/thrash svedese tipo At the Gates, ma il risultato è buono a tratti e impacciato in altri.
“Chronicles of despair” è dunque un disco non male a volte, ma immaturo in altre, dove gli Slyther danno il meglio quando fanno thrash metal, ma possono personalizzare il sound e soprattutto devono capire che non devono divagare mettendo fronzoli o dettagli estranei al genere. Vista la giovanissima età di questi ragazzi, è comunque ovvio aspettarcisi alcuni errori di gioventù, e resta il fatto che il disco comunque quando si limita a fare il suo, spacca, è ben prodotto e soprattutto suona meglio di altri colleghi musicisti iperprodotti e gonfiati all’inverosimile. “Chronicles of despair” è un inizio ancora un po’ acerbo e dove i nostri arrivano alla mezz’ora di musica col fiatone, ma promettente. Il voto riportato è un incoraggiamento a fare di più e premia comunque un disco non male e certamente godibile per gli amanti del thrash metal più orientato ai Metallica che allo speed metal old school, anche se per arrivare a livelli più alti il lavoro da fare c’è, a partire dall’osare un po’ di più musicalmente.

Track by Track
  1. Flask n bone 70
  2. Madness 65
  3. Shut the fuck up 70
  4. Violent fist 75
  5. Visions 75
  6. Memories 60
  7. Awake - 4 (Intermezzo) S.V.
  8. The sleepwalker 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 16.08.2026. Articolo letto 204 volte.

 

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