Intervista: Gladium Regis
Come scrissi in fase di recensione, a volte ritornano. E quando ritornano, è come se nonostante gli anni di inattività musicale, tutto non fosse mai cambiato, incredibilmente. Saranno anche passati gli anni (14 per l’esattezza), ma Svafnir con questo suo nuovo progetto chiamato Gladium Regis si rivela inossidabile, e in maniera insospettabile, quando ormai nessuno se l’aspetta più e lo considera perlopiù un “has been”, ritorna con tanto di contratto con la Dusktone e ti piazza questo disco, “Quest”, che rimette le cose in chiaro per quanto riguarda le competenze e le capacità.
Inutile dire che, per sorpresa ma anche per capacità, è stato doveroso per me concedergli un’intervista, visto anche che Svafnir ha più volte dichiarato in questa sede di voler lasciar parlare la musica per sé, e di limitare parecchio la sua visibilità sui media e sui social, come a testimoniare che dev’essere la musica sua a parlare da sola per lui. Buona lettura!
Allora Svafnir, di colpo sei ritornato con questo nuovo progetto e con questo nuovo disco "Quest". Descrivicelo nei minimi dettagli, per favore.
SVAFNIR: Ciao Snarl! Lancia un d20 e vediamo cosa esce, in base al risultato vediamo quanto potró svelarti!
SNARL: d20?
SVAFNIR: un dado da 20
SNARL: non ce l'ho.
SVAFNIR: ahah ok - tranquillo. In realtá stavo gia descrivendo “Quest”, o almeno, il progetto Gladium Regis. Era nato per musicare un racconto fantasy che scrissi, nel 2003, poi si é evoluto in un progetto synth, perché volevo creare atmosfere per alcune sessioni di giochi di ruolo, “Quest” nasce dal riprendere alcune idee che avevo per il successore di “Kingdom” (Primo disco dungeon synth di Svafnir datato 2020, ndr), peró ho voluto sperimentare di nuovo suoni metal, ed é cosi che “Quest” ha iniziato a prender forma. A tutto questo si è aggiunto il fatto che ascoltando alcuni brani acustici di Tamoth ho pensato di chiedergli di contribuire al progetto perché le atmosfere che avevo in mente erano molto compatibili con alcuni suoi brani.
“Quest” tematicamente é sia un omaggio alla letteratura italiana (Ariosto/Boiardo), sia a quella inglese (Scott), ma anche un album che parla del concetto di “impresa”, metafisicamente parlando. Musicalmente sono rimasto negli anni 90, con composizioni non troppo complesse, tastiere e atmosfera pressoché invariata per tutto l'album.
Pertanto, i brani sono stati composti tra il 2021 e il 2023, ma il concept era già stato scritto nel 2003 pur essendo una cosa a sé stante dal demo del 2003, rimasta lì per tanti anni e mai pubblicata.
Tu sei di fatto uscito dai Draugr nel loro penultimo anno di vita, il 2012. Da qui a ora sono passati 14 anni. Volevo chiederti cosa ti ha spinto a riprendere con la musica, se sarà sempre black metal e se sono previsti impegni live.
Non so. Sento di avere ancora molte idee e cose da proporre in generale, sono stato impegnato su altri fronti ma col tempo sono riuscito a ritagliarmi un po di tempo per tornare a creare un po di musica. Sul fatto se sarà sempre black metal, ti dirò: di base penso di si, ma ho tante idee e voglia di sperimentare molte cose che prima non potevo fare perché forse troppo audaci, ora ho molta piu libertà.
Per i live, logisticamente credo che sia un impegno molto grande per me al momento. Peró non escludo che se ci dovesse essere un forte interesse magari sì. Ad ogni modo non sono un animale da palco e la dimensione live mi é sempre stata un pó stretta, perché preferisco concentrarmi di piu nel creare che esibirmi. Beninteso: non ho la necessità di dovermi far vedere dal pubblico a tutti i costi, ma al contempo non è neanche una questione di voler fare i “trve” a tutti i costi. Penso di essere anni luce dall’essere “trve”. Dico solo che preferisco fare studio, e che fare live mi stressa fondamentalmente, non avrei neanche il tempo. La musica la produco quando mi va, e le ferie me le prendo per viaggiare e rilassarmi, non per spaccarmi ulteriormente.
Pertanto, GR lo vedo piu come progetto studio per ora, ma non nego a prescindere i live.
Un punto di vista abbastanza maturo, il tuo, decisamente. D'altronde, essendo sia io che tu 40enni passati, è chiaro che facciamo le cose con maggior ragionevolezza. Come pensi sia cambiato il tuo modo di approcciarti al black metal rispetto a 20-25 anni fa? Nel senso: come vedi la musica, l'ambiente, il pubblico, te stesso di adesso con te stesso di allora…
Il Black Metal lo vedo come lo vedevo prima. uno stile di vita, ma con il tempo é diventato piu "applicato" che "mostrato". Mi sento a disagio ad andare ai concerti, diciamo che, tolte alcune eccezioni, il pubblico é cambiato molto. L'ultimo concerto (festival) dove mi sono trovato a mio agio era il Keep it True, forse ero fra i piu giovani. Il bm oggi é un meme, chi lo ascolta da poco, mi dispiace ma ha perso il treno. Io sono rimasto fedele a certe cose ma non ho la necessitá di esprimerle in maniera antisociale, ecco forse fare musica é il mio modo di rimanere fedele a certi principi. Oggi sono molto meno "estremo" di prima, nel senso che prima ero anche piu immaturo, aggressivo e pronto alla violenza, ma si cresce, si cambia, ora sono estremo sotto altri punti di vista, punti di vista spirituali e metafisici. Ascolto sempre le solite robe ammuffite e non mi schiodo, un po come Gesú.
SNARL: Meme in che senso?
SVAFNIR: Nel senso che la cultura moderna ha preso alcuni stereotipi del black metal e ne ha fatto dei meme, di conseguenza il pubblico piu giovane che viene esposto al bm oggi non ha la stessa percezione che abbiamo avuto noi del Black Metal. Se fai ascoltare “Nemesis Divina” ad un adolescente di oggi le chance che ti risponderá che il brano é "screamo" sono altissime.
In altre parole, quello che volevo dire é che oggi un commento su un social ha piu peso di prima, e quindi tutto si é ridimensionato. Anche il black metal.
Cambiamo argomento e parliamo invece della copertina. Descrivicela un po’…
SVAFNIR: La copertina rappresenta un Cavaliere distratto durante la sua impresa da alcune ninfe o fate, é un dipinto di Maximilian Pirner, i colori, il tema e l'immagine si sposano perfettamente con i suoni, le atmosfere e i testi dell'album.
Ecco appunto, hai anticipato la domanda successiva. Descrivi l’album anche a livello di testi.
SVAFNIR: A livello di tematiche, “Quest” tratta del concetto di “impresa”, o se vuoi di “Sfida”. Penso che la sfida non sia arrivare alla fine del viaggio, ma nel non abbandonarsi o fermarsi durante il viaggio. Godere del tragitto per perseguire la meta, non della meta in sé.
SNARL: E la metafora medievale come mai?
SVAFNIR: I testi descrivono alcuni episodi dell’Orlando Furioso e dell’Orlando Innamorato, in particolare “Le audaci imprese” e “Quest”. Sono tutti omaggi ai libri ma anche metafore di superamento dell'ego, dell'amore mondano, del sacrificio e della trasformazione alchemica verso l'archetipo del cavaliere e poi del re. In “Durindana” descrivo la spada di Orlando, in “The last true knight” riassumo il racconto di Ivanhoe di Walter Scott, altro esempio di "cavaliere", in “Acriter Pugno” parlo di un episodio storico in cui alcuni volontari Georgiani si presentarono in armatura medievale in battaglia, nel 1915 durante la prima guerra mondiale, senza temere armi da fuoco e rimanendo fedeli alle loro tradizioni. Non penso abbiano fatto una bella fine ma grazie a loro sacrificio oggi puoi ascoltare “Acriter Pugno”.
“Crux Inversa” é una canzone che ho dedicato ad un amico (Svafnir qui si riferisce a Jonny, batterista dei Draugr e amico di vecchia data per tutti i membri della band, nonché volto popolare nel metal abruzzese, tragicamente morto a seguito di un incidente stradale non per colpa sua nel 2014, ndr). È scritta in latino e si ispira ad un personaggio di un manga, Berserk. Ho voluto onorare anche qui piu elementi, unendo qualcosa che riguardava il mio amico e anche il manga a cui sono legato, non solo per la storia ma anche per lo stile di disegno, che fanno dell'ormai anche esso defunto disegnatore un moderno Gustave Dore, illustratore delle avventure di Orlando, nonche della divina Commedia, é tutto collegato.
SNARL: È facile da capire, ma diciamolo ufficialimente: si può dire che il brano è dedicato o parla di Jonny?
SVAFNIR: Certo! Come dicevo, l’uso del linguaggio poetico antico è importante. La parola è una forma di espressione potentissima. La parola é magia, è la prima vera magia che compi, è la prima elevazione a livello istruttivo che conoscerai. Gladium Regis è tutta roba cosi, occulto, metafore, magia eccetera. Anche la spada (gladium) é sia la spada, sia la magia del raziocinio che taglia.
Nel disco compaiono influenze anche dungeon synth. Come vedi questo genere nel black metal? E tra folk e dungeon synth, cosa preferisci?
SVAFNIR: Sono entrambi generi che si incastrano molto bene nel black metal secondo me. Su quale dei due generi preferisco, dipende dal mood, circostanze. il folk ha tanti stili diversi e legati a diverse culture, il dungeon synth é un derivato del black metal, sono affascinato da entrambi in quanto con il folk cerco di creare melodie basate sul folk europeo e medievale e fonderlo con un synth "da videogioco" o epico ma anche stile "comfy" a volte. Forse quello che preferisco é appunto una fusione e una reinterpretazione dei due stili insieme.
SNARL: C'è qualche gruppo del dungeon synth che apprezzi particolarmente? Sia mischiato col black metal che non.
SVAFNIR: Jim Kirkwood, Fief, Utred, credo fra i miei preferiti
Nel black metal si sta intravedendo sempre più una certa ideologia del parlare di cose passate, tipo l'old school, argomenti del passato o addirittura di miti del passato. Il futuro invece è poco battuto, anche se c'è chi lo fa. Secondo te come mai?
SVAFNIR: Io ho sempre visto la tendenza al "passato" nel black metal. Forse inconsciamente il Black Metal ha una forte carica di nostalgia e quindi guarda piu al passato che al futuro. Se poi intendevi a livello stilistico, un po di elettronica la uso anche in GR. La useró pure di piu, cosi mi faró nuovi nemici!
SNARL: Ma non si rischia di rendere le tematiche BM qualcosa che fa dietrologia? Voglio dire, ok il passato, ma nel presente c'è molto di cui parlare.
SVAFNIR: Mah non so, io parlo di temi cavallereschi e "applicati" alla vita di tutti i giorni, o legate all esoterismo a volte, che sono argomenti che non hanno tempo. Non so se ho capito a fondo la domanda peró per tradizione in generale è "old", forse anche per una questione di gatekeeping, meglio mantenere una cosa old school che non impura e contaminata, potrebbe essere un motivo? non una cosa che io cerco di fare, ma che ho sicuramente pensato e fatto nel passato.
Essendo stato assente dal circolo black metal per un po' di tempo, ti senti ancora parte di questo ambiente o lo vedi da un occhio esterno?
No completamente estraneo, mi sono trovato molto spiazzato al mio "rientro" diciamo. É cambiato tutto molto, i social sono tutto ora, é anche molto piu facile trovare musica online e "tutti sanno tutto" ora. Non mi sento parte di nulla ma in realtá non mi sono mai sentito parte di qualcosa ad essere sincero.
SNARL: E musicalmente lo ascolti ancora?
SVAFNIR: Molto (Rispetto, ndr)
Ok, quali sono i progetti futuri musicali?
Sicuramente continuare con GR, ho molte idee, anche se devo allinearmi alla nuova realtá di quello che é il pubblico oggi, mi sento come se fossi uscito da una caverna per anni..non che faccia musica per gli altri, ma credo che si sia assottigliata la percezione artistica degli ascoltatori, é tutto veloce ed immediato oggi, c'é talmente tanta scelta che i nostri cervelli non riescono a focalizzarsi per piu di un minuto su qualcosa.
In effetti sto gia lavorando al nuovo materiale.
Ultime Parole famose?
SVAFNIR: Keep your blade sharp!
Intervista di Snarl Articolo letto 177 volte.
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