Intervista: J.C. Cinel
Intervista con il rocker piacentino dopo l'uscita del suo ultimo lavoro
Ciao ed eccoci qua dopo la recensione del tuo ultimo lavoro; direi di iniziare la nostra chiaccherata partendo dalla tua storia, insomma, una bio come si dice di solito
Ho iniziato a suonare la chitarra a 12 anni amavo i Beatles Neil Young Bob Dylan America Eagles tutto cio' che poteva essere cantabile e suonabile in versione solo...Lo stile di vita di sentirmi libero ,identificato nel cantare storie e melodie che potevano rispecchiare la mia personalità, la mia voglia di poter viaggiare e conoscere gente nuova ,di vedere nuovi posti e incontrare persone che avevano un approccio da scopritore da avventuriero, da poeta solitario che voleva investire su stesso lontano dai modelli statici e rinchiusi della maggioranza dei miei coetanei .Andando avanti ho fondato le mie prime band in cui già suonavo brani niei alla ricerca del mio sound che attingeva da tuttle le influenze incorparate come scoltatore ma che desiderava fortemente sviluppare una sua voce un suo trade-mark,scrivendo tante bozze che poi sarebbero diventati brani dei miei album. Le collaborazione con band come Wicked Minds, tre dischi all'attivo, tuttora considerati "must"del circuito Hard Prog Europeo.I grandi festival insieme a UFO, ULI JON,WISHBONE ASH,THE GATHERING le tournèès in Germania.Poi la collaborazione con JImi Barbiani come cantante e autore, tante tournèés all'estero e grandi festival. Ma il mio progetto solista che prendeva sempre più' forma avevo già prodotto dischi e tanto materiale,ed ad un certo punto è diventato l'unico progetto che mi interessava seguire,tournees ancora in Francia, Belgio, Olanda, Germania, Creta, Spagna,e la bellissima esperienza in America a Nashville dove incontrai Johhny Neel ex tastierista di Allman Brother e Gov't Mule che suono' nel mio album del 2012 "The Light of a New sun".Ritornato in italia di nuovo grandi palchi davanti a migliaia di persone insieme a Ian Paice (deep Purple)mClive Bunker (Jethro Tull), Eric Sardinas, Creedence Clearwater revived,Leo Lyons(ten tears after)Andrea Braido,Fabio Treves,Leon Hendrix,Willie Nile....tantissime soddisfazioni che continuano.
Che dici di raccontarci un po la gestazione, l’uscita e le reazioni al nuovo lavoro?
Il nuovo album "where the river ends" è stato un processo molto lungo, spesso interrotto da tutte le tournéés in Europa intraprese e da tutte le collaborazioni esterne. Il disco rappresenta il capitolo conclusivo di un lungo viaggio musicale iniziato tanti anni fa con l'intento di mettere in musica tutto cio' che la mia sensibilità artistica richiedeva per completare questo lungo viaggio .Ho scritto personalmente ogni riff, ogni melodia, ogni arrangiamento ,ho suonato la maggior parte delle chitarre e fatto tutte le voci,...un lavoro immane ma soddisfacente, che volevo rappresentasse nei minimi particolari la mia visione musicale e il mio personale sound che miscela hard-rock, southern rock , prog e musica orientale. Devo dire che le recensione entusiastiche sia in Italia che all'estero mi hanno dato ragione...il disco è stato votato da tante riviste specializzate sia on line che cartacee come uno dei migliori album usciti nel 2024...grande soddisfazione..
Di cosa parlano i tuoi testi?
Considero fondamentale il ruolo dei testi nella mia musica. Il" fiume" rappresenta la nostra tendenza naturale ad agire, osare, mettersi in gioco ,scappare dalle prigioni emozionali in cui spesso siamo costretti a vivere....l'impeto purtroppo si affievolisce negli anni a causa di fattori sia esterni che interni lasciandoci la consapevolezza che nonostante tutto noi siamo sempre i protagonisti del nostro divenire, modificandoci ma rimanendo gli unici responsabili del nostro destino insegnandoci la grande lezione che tutto è impermanente, anche le nostre identificazioni si modificano e si trasformano... Questi sono i temi trattati quasi come un concept album nelle mie canzoni...un invito a stare alla larga da cio' che non ci rappresenta piu'.
Lo stai supportando anche live? Qualche data già organizzata?
Si certo...dopo l'uscita dell'album abbiamo fatto tante presentazioni, una tournéè in Francia, Olanda e Belgio, alcuni festival prestigiosi tra cui il Woodinstock Festival in scaletta insieme al grande Fabio Treves... Quest'estate avremo tante altre date per suonare l'album e tante se stanno aggiungendo proprio in questi giorni.....Nella zona Piacenza ricordo il 14 Marzo al kelly's pub a Castelnuovo Valtidone.
Ti va di raccontarci qualcosa del tuo periodo con gli WICKED MINDS, band che seguo fin dai loro esordi di matrice thrash metal?
Si certo.Sono entrato nei Wicked MInds nei primi anni 2000 con l'intento di trasformare e dare nuova forma musicale appunto al sound iniziale che hai descritto. Abbiamo fatto tre dischi ,ancora oggi considerati dei "must.have" nel circuito hard-rock.prog... tante tournees europe e tante collaborazioni con vere e proprie leggende del rock, festivals davanti a migliaia di persone e l'idea di essere arrivati al punto giusto al momento giusto...recensioni fantastiche e grandi soddisfazioni....
Ho letto di tue varie collaborazioni con grossi artisti stranieri; dai, raccontaci qualcosa; curiosità aneddoti.
Si volentieri...Una volta finita l'esperienza Wicked Minds, mi sono trasferito a Nashville Tennesse per cercare di ottimizzare e sviluppare il mio progetto solista. Senza l'idea di spostarsi e giocarti le tue carte veramente, lontano dai perimetri conosciuti, nei luoghi dove tutto succede, è difficile sostenere un'idea di ricerca e percorso artistico. Un artista deve prima di tutto investire su stesso e sulle proprie aspirazioni, è una scelta di vita. Arrivato a Nashville si è aperto un nuovo mondo fatto di collaborazioni e scambi spontanei, una citta' che vive di musica e opportunità, per chi ama davvero mettersi in gioco. L'incontro con il grande Johnny Neel ex Allman Brothers e Gov't mule mi ha dato la possibilità di osservare da vicino il suo talento e disponibilità, culminato nella sua partecipazione come "special guest" nel mio penultimo album "The light of a New sun."... Vivere negli States ti fa capire quanto la musica sia importante ma​ ancor di più quanto sia fondamentale credere nel tuo sogno e portarlo avanti con determinazione senza indugi e provincialismi. Purtroppo le limitazioni oggettive nel prolungare il soggiorno in terra americana hanno ridimensionato quello che poteva essere una grande ripartenza artistica che ha comunque segnato e insegnato tanto.. ma fa parte del divenire delle cose che cambiano e propongono nuovi scenari.
Abitandoci vicino, son sempre stato incuriosito ed attratto dalla scena formatasi a Piacenza, sia in campo metal/rock che punk. Mi piacerebbe sentire un tuo parere/racconto a riguardo
La scena piacentina ha sempre offerto tanto .L 'underground è sempre stato attivo e vivace con grandi potenzialità artistiche, spesso purtroppo confinate in un idea di fare musica e mentalità senza grandi aspettative, senza osare troppo , qualità oggi, a mio parere, imprescindibili per ottenere riconoscimenti e traguardi di ampio spazio e respiro e di livello internazionale.
ma è possibile che qualche anno fa, un lunedì, tu abbia suonato alla birreria “Stube” di Casalpusterlengo? Io ho sto ricordo, ma vista la mia memoria potrei anche confondermi
Certo che si......suono spesso in versione duo e trio acustico....cio' mi permette di valorizzare la mia vasta gamma di influenze che come ti accennavo partono dalla musica acustica, dalle melodie ed armonie a più voci, un richiamo al viaggio e grandi spazi, un trade-mark che mi rappresenta da anni e che mi permette anche di oggettivare economicamente la mia professione.
Domanda che mi è sempre piaciuto fare: cosa stai ascoltando in sto periodo?
Ah ah..bella --- da grande divoratore di musica spazio come sempre nei generi...presente e passato si avvinghiano spesso nelle proposte...Dirty, Honey, Dead Daisies, Rival Sons, Blackberry Smoke, Goodbye June, per i più contemporanei, Foghat, Styx, Tom Petty, Bad Company, Mahavisnu Orchestra, Kingdome Come e Gary Moore per i più distanti negli anni...come vedi tanta musica....
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Intervista di Bata Articolo letto 168 volte.
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