Intervista Flash: Tol Morwen

Immagine di Tol Morwen Tol Morwen è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana. Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!

 

Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?

(Erik) Grazie per questa intervista e per il tempo che ci riservate. Il nostro percorso inizia nel 2014, in una sala prove della provincia modenese. Tutto è nato da Phil, che pian piano ha messo insieme un gruppo di musicisti, tra cui il sottoscritto, con cui condividere la passione per il death metal melodico svedese e la mitologia vichinga. Abbiamo cominciato subito a comporre, per definire da subito una nostra identità artistica e poter suonare live. Negli anni abbiamo avuto qualche problema di lineup, ma nonostante questo siamo riusciti a realizzare i nostri primi show, di spalla a band come Benediction, Necromass, Kanseil e Ade. Abbiamo inciso anche Ancient North, il nostro EP di debutto, nel 2018. Nel 2020 purtroppo i problemi sono continuati a causa della pandemia, ma siamo riusciti comunque a registrare Berserkgang, una canzone che è diventata subito un nostro cavallo di battaglia. Nel 2021, con la nuova lineup stabile, abbiamo registrato il nostro nuovo singolo, Terror Of Rome, e abbiamo ripreso a fare concerti, sperando di non doverci di nuovo fermare a causa del COVID.

Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?

Sicuramente l’influenza principale è lo swedish death metal degli anni ’90. Band come In Flames, At The Gates, Dark Tranquillity e Amon Amarth sono i nostri principali numi tutelari. Oltre a loro ci sono sicuramente i mostri sacri del metal classico, dai Maiden ai Judas Priest e agli Helloween, insieme a nomi più moderni come Meshuggah (per tornare in Svezia…), Månegarm o Zakk Wylde.

So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?

Il nostro ultimo lavoro “completo” è il nostro EP di debutto, Ancient North. Ogni canzone di quell’EP è espressione di una furia genuina che arriva dritta all’ascoltatore, e ogni volta che suoniamo quei brani riusciamo ad infiammare il pubblico, anche nei contesti più insoliti. Dal lato negativo, si porta dietro i segni della nostra inesperienza dell’epoca, soprattutto a livello di suoni non sempre ottimali. Inoltre (ma questo non è necessariamente un male) è un album un po’ atipico: non avendo un cantante fisso all’epoca, ci siamo dovuti appoggiare a diversi ospiti, che ringraziamo per averci permesso di realizzare questo lavoro di cui comunque andiamo fieri. rnÈ un’esperienza che ci ha insegnato molto e che ci ha spinto ancora di più a migliorare. In Berserkgang e Terror Of Rome siamo riusciti ad ottenere suoni decisamente migliori lasciando intatta la furia dei pezzi.

La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?

Come prima, la furia e la rabbia che traspaiono dai nostri pezzi riescono ad arrivare dritte a chi ci ascolta. Per noi questa è la cosa più importante: riuscire a trasmettere le nostre emozioni e far viaggiare chi ci ascolta in un mondo diverso da quello grigio e opprimente che ci circonda.

Cosa pensate del panorama underground nazionale?

Pensiamo che ci siano tante ottime band e che dobbiamo sfruttare di più la possibilità di fare rete. Vedere tanti ottimi lavori rischiare di cadere nel dimenticatoio è un vero peccato.

La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?

Sicuramente ricorderemo i legami profondi che si sono creati negli anni tra coloro che sono rimasti a far parte del progetto, anche se non sempre come parte attiva della lineup. Come esperienza da cancellare direi che la pandemia le batta tutte, purtroppo non solo per motivi artistici. Il COVID, però, ha avuto un risvolto positivo: ci ha fatto capire quanto teniamo gli uni agli altri e quanto ciascuno di noi tenga ai Tol Morwen.

Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?

Al momento attuale, usare internet è imprescindibile per promuoversi. È il mezzo principale attraverso cui la gente si informa e comunica, e senza di esso non potremmo stare in contatto con i nostri fan e gli altri musicisti.

Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?

Parlando per me, va molto a periodi. Quando viaggio molto per lavoro tendo ad affidarmi alle playlist di Spotify, mentre nei periodi in cui sono più “sendentario” mi concedo più facilmente il tempo di ascoltarmi album interi di artisti un po’ meno mainstream, che sono felice di supportare quando posso. L’ultimo che mi ha stregato è As The Flame Withers degli Yoth Iria.

Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?

Un sacco di tour in giro per il mondo!

Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!

Grazie per questa intervista e grazie ai lettori per averci concesso il loro tempo. Speriamo di vederci presto sotto un palco. Keep on raiding, vikings!

Intervista di Jerico Articolo letto 593 volte.

 


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