The Modern Age Slavery «Requiem For Us All» (2013)
» Scheda
Band:
The Modern Age Slavery
Formazione:
Giovanni Berselli - Vocals
Luca Cocconi - Guitar
Simone Bertozzi - Guitar
Mirco Bennati - Bass
Stefano Brognoli - Drums
Titolo:
Requiem For Us All
Genere:
Deathcore / Death Metal
Data di Pubblicazione:
19.03.2013
Info CD:
10 Tracce Musicali
Articolo Pubblicato il:
01.03.2013
Pagina visualizzata
369 volte.
» Recensione
Parliamo di un'uscita importante del panorama extreme nostrano e Mondiale. Con una bastonata dritta nelle caviglie ci arriverà il 19 marzo 2013 il nuovo e devastante album dei Modern Age Slavery. Un full-leght di poco più di mezz'ora senza sosta e senza pietà che vi farà innamorare subito senza aver bisogno di moltissimi e ripetuti ascolti. Ci troviamo di fronte ad uno dei migliori episodi brutal metal del 2013 con influenze che spaziano dal deathcore più aggressivo dei The Black Dahlia Murder, alle velocità supersoniche di Aborted o Behemoth aggiungendo quella pura e cruda cattiveria alla Hate Eternal. Mettiamo una spruzzata violenta di tecnica alla Obscura più il cantanto straziante alla Decapitated ed eccoci qua i Modern Age Slavery. Ma non abbiate paura, non sono la copia di nessun gruppo sopracitato, suonano che è una meraviglia con tanta di quella violenza da spaccarvi l'impianto stereo e le finestre di casa vostra. "Requiem For Us All" contiene ogni cosa che un album extreme necessita per essere inserito nella "Hall of Fame" del 2013. Suonano con energia, passione, pathos e fantasia per quanto questo genere ne possa concedere. Non troviamo una sola nota, un solo riff fuori posto. Giovanni al microfono è davvero un orso incazzato, Stefano alle pelli è una macchina, un computer, meglio di una drum machine, Luca e Simone si destreggiano in riff e assoli da capogiro sempre ben studiati e ispirati mentre Mirco dona il tappeto di suoni bassi e cupi con il suo 4 corde amati tantissimo dal sottoscritto. Un missaggio da favola e suoni incredibilmente naturali sono il contorno devastante di questo fantastico CD. Ogni traccia ha una sua natura, una sua spina dorsale e una sua personalissima anima che distrugge e strazia l'ascoltatore. Dall'apertura "Requiem For Us All" fino alla decima "Arise" non possiamo fare altro che lasciarci travolgere da una valanga di brutalità e doppia cassa mista a blast-beat, chitarre violente ma belle corpose e un cantanti pieno di odio. Non si scende mai sotto i 230 bpm quindi gli amanti dell'extreme sono avviasti (ma non mezzi salvati), voglio citare "Slaves of Time" con un break-down che farebbe impallidire chiunque, anche il tecnico del suono che ha curato l'album. "Icon of a Mad World" invece ha un ritmo calzante da mosh-pit arrogante con una ritmica impressionante, un capolavoro. Poi non rimane altro che prepararsi a dovere e mettersi in testa che non si scherza più, continuo a dirlo da tempo ormai su Metalwave, l'Italia ha dei gruppi che Valgono, questi sono uno di questi, uno di quei gruppi che paragonati a quelli oltre oceano fanno paura. Ragazzi mettete via i vostri 15euro della paghetta o del lavoro, perché sarà un must da avere assolutamente. Grazie Modern Age Slavery, orgoglio italiano.
» Il Giudizio di MW
Track by Track
- Requiem For Us All [95]
- The Dawn Prayer [95]
- Obedience [95]
- The Silent Death of Cain [95]
- Ivory Cage [95]
- Opiate of the Masses [95]
- Slaves of Time [100]
- Icon of a Mad World [100]
- Requiem to My Nation [90]
- Arise [95]
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 95
- Qualità Artwork: 90
- Originalità: 95
- Tecnica: 95
Giudizio Finale
The Modern Age Slavery in MW
Schede
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