Geminy «The Prophecy» (2013)
» Scheda
Formazione:
Francesco Filippone - Vocals
Marco Manzani - Guitar
Ivano Lavezzini -Keyboard
Alessio Pucciano - Guitar
Francesco Molinelli - Bass
Maurizio De Palo- Drums
Etichetta:
Nadir Music
Data di Pubblicazione:
26.11.2012
Info CD:
15 Tracce Musicali
Articolo Pubblicato il:
24.02.2013
Pagina visualizzata
300 volte.
» Recensione
I Geminy, heavy/prog metal band genovese, pubblicano nel dicembre 2012 il primo full length, “The Prophecy”, un concept dalla trama fiabesca ma con un sound progressive; il che potrebbe lasciar abbastanza perplessi i più affezionati alla classica associazione di tematiche fantasy a sonorità tipicamente epic e power, ma il sestetto ligure ci stupirà.
Quindici tracce ci narrano le peripezie di Myor, erede del re Alabar (reso folle da una maledizione) del regno di Maraween: le sorti del regno dipendono da un ciondolo magico, la cui ricerca metterà a dura prova Myor che si ritroverà a dover affrontare l’ostilità di diverse divinità fino ad ascendere egli stesso.
Nelle due demo precedenti (The Hidden Door – 2006 e The King of Gorm – 2010), già recensite da Metalwave, sono presenti versioni alternative dei pezzi che compongono il full lenght e da un (ahimè veloce..) confronto emerge la maturità raggiunta dai Geminy nella stesura definitiva dell’album.
Il disco parte con “Into the Prophecy”, due minuti di intro strumentale che ci spalancano le porte del regno di Maraween; segue “Nordic Sea”, tastiere e chitarre in prima fila, potenti e grintose, per descrivere la furia della tempesta. Tredici secondi di “fuga” precedono “Escape”, con un refrain dal gusto hard rock tipicamente eighties potrebbe benissimo essere la dodicesima traccia di Crazy World della band di Hannover per quanto riguarda la linea vocale (–e da fan di vecchia data degli Scorpions questo è da intendersi come un complimento), potenti ed energici i riff di chitarra e molto sentito l’assolo finale degno di nota, tutto ciò sempre accompagnato da un uso sapiente delle tastiere.
L’ascolto procede senza intoppi fino al cambio di rotta: “Abyss”, una power ballad fine, curata nei minimi dettagli: dalla profonda morbidezza della voce al delay della sei corde.
Con le successive “Empty Streets” e la splendida“Mind Control” si torna su sentieri tortuosi e oscuri, il sound si incattivisce e torna aggressivo, seguendo la trama del concept. È Roberto Tiranti l’ospite di “My Fellow Prisoner”, le voci dei due singer si inseguono e si accavallano, un ritornello coinvolgente e di rapida assimilazione, bell’assolo di chitarra, bell’assolo di tastiera, ritmica incalzante: ottimo brano.
Ci prepara alla battaglia un’altra veloce intro strumentale che precede “Temple of Heroes”, dai toni prettamente prog, con chitarre a tratti trash, a sottolineare ancora una volta l’eterogeintà stilistica del lavoro dei Geminy e la battaglia finale che il protagonista deve affrontare.
Seguono “Evil Eye” e la title track “The Prophecy”, la vera perla progressive dell’album, da ascoltare, come tutto il cd del resto, un concept interessante ed elegante, un made in Italy di qualità, in cui convivono armoniosamente diverse influenze stilistiche e abilmente il sound riesce ad evocare le atmosfere della trama concettuale.
» Il Giudizio di MW
Track by Track
- Into the Prophecy [75]
- Nordic Sea [75]
- Running Away [75]
- Escape [85]
- Trinity Necklace [70]
- Drowning [75]
- Abyss [85]
- Empty Streets [85]
- Mind Control [90]
- Captured [75]
- My Fellow Prisoner [90]
- Throught the Spirit [75]
- Temple of Heroes [80]
- Evil Eye [75]
- The Prophecy [90]
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 85
- Qualità Artwork: 80
- Originalità: 75
- Tecnica: 85
Giudizio Finale
Geminy in MW
Prossimi Concerti
- Non ci sono Concerti segnalati per questa band.
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