È con grande amarezza che mi sono incaricato di scrivere queste righe, navigatori che vi accingete a leggere questo articolo.
Anzitutto, un ringraziamento speciale a Jerico ed a tutto lo staff di Metal Wave per avermi concesso questo spazio; con incolmabile dolore sto scrivendo queste parole che voglio rivolgere come epitaffio funebre e tributo ad un Grande della musica Heavy Metal che ha recentemente abbandonato la vita terrena: Quorthon, la voce, la mente, il braccio e lanima dei Bathory, pionieri di molti aspetti della musica estrema da 21 anni a questa parte, è infatti morto per arresto cardiaco Lunedì scorso.
Non farò un resoconto dettagliato sul come, quando, perché e dove lo stimato musicista svedese è deceduto (ci sono i giornali per gli articoli di cronaca), ma piuttosto voglio ripercorrere, con la massima perizia che mi sarà concessa in questi momenti di confusione e sconforto, le tappe salienti della musica di Quorthon e dei suoi Bathory; questa scelta mi è stata dettata dallistinto, che mi consiglia sia giusto soffermarmi sulla musica e sulle sensazioni che attraverso essa il rimpianto polistrumentista ha voluto trasmettere al suo pubblico ristretto e fedele, piuttosto che parlare della sua vita: infatti, i fan dei Bathory sanno sicuramente con quale renitenza Quorthon, durante la sua carriera, abbia rilasciato interviste, abbia concesso sue foto ed abbia parlato della sua vita privata (sulla quale si sa tuttora molto poco), quindi mi sento di dover rispettare, come suo estimatore, la discrezione e la distanza dalla mondanità che egli ha perpetrato durante gli anni della sua carriera musicale.
Sono ammirabili, in effetti, la costanza e limpegno con le quali Quorthon si è dedicato alla sua band in vita (a cui credo abbia tenuto veramente tanto, dato il suo desiderio di ritiro dettato dalla volontà, a mio parere, di vivere in pace e libero di esprimere le sue idee in musica), senza darsi mai in pasto ai fans ed abusare del successo guadagnato (successo per altro sempre molto contenuto); ciò ha fatto sì che i Bathory fossero elevati a livello di cult-band dai suoi ascoltatori durante gli anni, affascinanti dalla figura schiva e misteriosa del solitario che si andava creando intorno alla persona di Quorthon ed intrigati dalle tematiche oscure ed occulte contenute nei testi della sua musica soprattutto degli esordi, poi mitigatesi con gli anni ed indirizzatesi verso concetti molto più legati allepica ed alla mitologia tradizionalmente nordica, ma mai totalmente abbandonate e recuperate di tanto in tanto nelle liriche di sue canzoni anche più recenti (vi sono infatti brani di Destroyer of Worlds, Black Mark 2001, che sono molto legati allo stile iniziale con il quale furono concepiti i Bathory).
Voglio ora fare un salto indietro nel tempo per giungere alle origini, appunto, di questa metal-band svedese: nata il 16 Marzo 1983 (come riportato nella sezione History Archive del sito ufficiale dedicato alla band
www.bathory.se) dallincontro di Quorthon con altri due musicisti di origine svedese, dei quali solo Jonas Akerlund è stato confermato come effettivo membro fondatore del metal-act, dopo un breve periodo nel quale i tre si dedicarono a riproporre cover di gruppi Heavy Metal e Punk, giunsero nello stesso anno a partecipare con due brani autoprodotti ad una compilation che includeva materiale di giovani band Heavy Metal scandinave, chiamata appunto Scandinavian Metal, prodotta allepoca da Boss, che in seguito sarebbe diventato il co-produttore dei Bathory.
Il materiale proposto dalla giovane band di Quorthon, nella quale già si creavano le prime instabilità di line-up, fu accolto con grande entusiasmo dal pubblico; ciò fece sì che nel 1984 i Bathory intrapresero le registrazioni del loro primo album, autointitolato appunto Bathory(Black Mark,1984) e co-prodotto da Boss. Allepoca del primo album la line-up iniziale aveva già subito lo split definitivo e dal quel momento in poi i Bathory videro lavvicendamento di diversi bassisti e batteristi in formazione, almeno fino ai tempi delle release di Blood, Fire, Death (Black Mark,1988) e del mitico Hammerheart (Black Mark, 1990) per i quali album la line-up fissa fu la seguente: Quorthon (voce e chitarra), Kothaar (basso), Vvornth (batteria); inoltre, data la capacità di Quorthon di suonare diversi strumenti, tra cui il basso, la batteria e le tastiere, oltre ovviamente alla chitarra, molti dei dischi dei Bathory furono registrati esclusivamente da Quorthon (fino agli ultimi Nordland I, Black Mark 2002 e Nordland II, Black Mark 2003), che, accortosi della difficoltà per la sua band di mantenere una formazione di musicisti fissa, si fece carico di tutte le parti da incidere pur di non rinunciare alla sua musica; questo, ribadisco, è stato encomiabile nella carriera di Quorthon, ossia la volontà di persistere per la propria strada non interessandosi dei cambi di formazione e degli altri numerosi ostacoli di tipo concettuale che si frapponevano tra lui e la sua musica, troppo spesso ingiustamente criticata e demonizzata dai media ignoranti ed meschini che si inventavano cose mostruose sul suo conto, come il fatto che uccidesse bambini o che compisse sacrifici di animali, oppure semplicemente evitata dal pubblico per la stravaganza delle tematiche trattate, senza averla mai realmente ascoltata e senza provare a parafrasare i messaggi contenuti in essa.
Quorthon, infatti, si è sempre dimostrato un personaggio dalla grande intelligenza e dalle grandi doti riflessive (e chi ha avuto modo di ascoltare a fondo la sua musica non può negarlo), oltre che un grande conoscitore della storia e della mitologia ed un osservatore critico del presente, quindi invito tutti quanti a riflettere su questa cosa: provate a sostituire alla figura di Satana o di qualsiasi altro elemento legato allocculto, il senso di oppressione che chiunque avrà provato almeno una volta in vita e ditemi se espressioni che richiamano alla mente immagini terrificanti come quella del Diavolo non possano esprimere al meglio gli orrori che quotidianamente ci si parano davanti; quando Quorthon inseriva nei testi delle sue canzoni immagini legate ai mondi delloccultismo, dellesoterismo o del paganesimo (questultimo inteso come linsieme delle credenze religiose politeiste degli antichi popoli vichinghi in Nord Europa), ho ragione di credere che volesse più che altro stupire e creare un senso di inquietudine nel suo pubblico, che lo portasse poi a riflettere sugli aspetti negativi della vita, piuttosto che elogiare il male, come molte persone bigotte e superstiziose sostengono.
In effetti, Quorthon ha dichiarato di essersi documentato, in gioventù, su testi di esoterismo ed occultismo per la semplice curiosità di conoscere e di essere da sempre un appassionato della mitologia dei popoli scandinavi che un tempo abitavano nella sue stesse terre ed in una delle rare interviste rilasciate da egli medesimo per uno dei siti non ufficiali dedicati ai Bathory, ha parlato delle sue posizioni rispetto al misticismo ed alla religione dicendo che tutte le supposizioni delluomo sullesistenza del Divino e sulla vita dopo la morte sono frutti magnifici della sua fantasia, che è così illimitata da proiettare luomo stesso al di fuori del mondo reale e dichiarandosi totalmente ateo e scettico sullesistenza del bene e del male incarnati come rappresentati dalle religioni monoteiste o politeiste; inoltre, ha giustificato il fatto che nei testi della sua musica inserisse elementi derivanti dalla religione pagana poiché si sentisse legato alle tradizioni del suo popolo e poiché fosse affascinato dalla capacità delluomo di immaginare sale dorate, guerrieri valorosi e Dei potenti che governavano nei cieli (alle quali suggestioni si abbandonava anche lui per trarre ispirazione musicale) e non per il fatto di aderire a queste o ad altre credenze più scellerate che gli venivano attribuite.
Tornando di nuovo a parlare della musica riguardante i Bathory del rimpianto Quorthon, cè da dire che le sonorità inserite nei vari dischi della band durante gli anni sono state contraddistinte da una varietà così vasta, da far sì che la band medesima fosse indicata come fonte di ispirazione da metal-acts appartenenti a diverse correnti della musica estrema: principalmente, le band che hanno annoverato i Bathory tra le proprie influenze, appartengono ai filoni del Black Metal, del Death Metal, del Viking Metal e dellEpic Metal. Infatti, album come Bathory (Black Mark,1984), The Return
(Black Mark,1985) o Under the Sign of the Black Mark (Black Mark,1987), sono stati determinanti per levoluzione del Black Metal più legato a sonorità thrasheggianti e tradizionali, mentre Requiem (Black Mark,1994) ed Octagon (Black Mark,1995) sono gli album probabilmente più orientati verso il Death Metal; dischi, invece, come Blood, Fire, Death (Black Mark,1988), Hammerheart (Black Mark,1990), Twilight of the Gods (Black Mark,1991) o Blood on Ice (Black Mark,1996), a mio avviso capolavori immortali, sono pietre miliari sia dell Epic, che del Viking Metal (soprattutto di questultimo, date le atmosfere nordiche e vichinghe che permeano questi album), vista la vicinanza tra i due generi a livello concettuale e tematico: infatti, immagini tratte dalla mitologia vichinga, sono riscontrabili anche in dischi di band geograficamente lontane dalle terre dei ghiacci, come ad esempio in Into Glory Ride (Ragnar Productions,1983) degli americani Manowar; ciò accade perché i miti delle tradizioni nordiche dimostrano una forte componente epica, che ha fatto sì che essi divenissero fonte di ispirazione per diversi artisti della scena Epic Metal, pur non essendo questi ultimi di origine scandinava o nordeuropea.
Altro elemento non trascurabile per la musica dei Bathory è sicuramente la componente folk ed acustica: infatti, Quorthon, nei dischi più legati alle sonorità epiche e vichinghe, ha inserito ballate, passaggi acustici e melodie (suonate a volte da strumenti a corde tipicamente nordici), debitori della musica antica e del folklore dei paesi scandinavi; ulteriore fascino veniva poi conferito alla musica contenuta nei dischi del metal-act svedese legati agli immaginari epico-vichinghi dalla scelta, da parte del geniale Quorthon, di inserire sampler che riproducessero rumori della natura, come lo sciabordare dellacqua, linfrangersi delle onde, il cinguettio degli uccelli, il soffiare del vento, il rombo dei tuoni ed il suono di cavalli al galoppo(chi può dimenticare la fantastica intro di One Rode to Asa Bay, contenuta nel superlativo album Hammerheart).
E inoltre sicuro che il successo dei Bathory riscontrato tra i metal-heads di diverse generazioni sia stato favorito dalla scelta determinante (e geniale) di attribuire suoni grezzi, poco elaborati e saturi, in fase di produzione, al materiale registrato: infatti, la freddezza, la rudezza ed il senso di primitività che esprimono album come Hammerheart o Blood on Ice hanno costituito, negli anni, il trademark delle sonorità tipiche della band scandinava (sonorità che saranno fonte di ispirazione per molti altri metallers negli anni 90, soprattutto con lesplosione del fenomeno Black Metal in Nord Europa), capaci di calare lascoltatore nelle Terre dei Ghiacci Eterni, percorse da fieri guerrieri vichinghi e scosse da Dei potenti e terribili sognati e cantati dallormai rimpianto bardo scandinavo.
Quello che ho scritto in questo personale tributo a Quorthon (mi scuso preventivamente col pubblico nel caso in cui larticolo contenga imprecisioni di stile o di contenuto), spero sia servito a far capire limportanza dellartista e delluomo che il mondo metallico ha perso così allimprovviso e così prematuramente; sì, perché Quorthon avrebbe potuto offrire ancora molto al suo pubblico ed al mondo in generale.
A questo proposito, vorrei invitare tutti ad ascoltare questo appello: cerchiamo di aprire le nostre menti, di guardare il mondo da più prospettive possibili e di sentirci liberi di esprimere i nostri pensieri, come Quorthon ci ha insegnato in vita con una discrezione ed un senso di umiltà a dir poco invidiabili, pur avendo spesso pagato il prezzo delle sue idee con lattacco biecamente ottuso da parte dei media ipocriti e benpensanti e con il disinteresse da parte della massa.
In chiusura, vorrei rivolgere un messaggio alla memoria di Quorthon augurandogli lEterna Pace, che a volte gli è stata negata su questa Terra e rivelandogli ancora la mia più sincera ammirazione.
È con immenso dolore che ti invio questo ultimo saluto!
Immagini di Quorthon
Quest'articolo è stato scritto per voi da [
Glory Rider]