Over a Barrel «Self-Inflicted Wounds» (2022)

Over A Barrel «Self-inflicted Wounds» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
03.04.2022

 

Visualizzazioni:
476

 

Band:
Over a Barrel
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Titolo:
Self-Inflicted Wounds

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Imer Bigi :: voce, basso;
Luca Cocconi :: chitarra, drums programming;

 

Genere:
Metal

 

Durata:
23' 19"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
18.03.2022

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Nato come progetto a cagione delle imposizioni della pandemia, i duo composto da Imer Bigi e Luca Cocconi, entrambi già militanti in altre band, forgia gli Over A Barrel, una band di death metal estremo debuttante con questo “Self-Inflicted Wounds”, un disco che, tolte l’inutile intro iniziale e la cover finale dedicata ai Fear Fectory, si riduce a sei tracce effettive all’interno delle quali, stante una produzione abbastanza elementare, si ravvisa tutto il malessere del duo di fronte alle costrizioni a noi tutti imposte. Analizzando in contenuti del lavoro, indubbiamente di volontà ce n’è e neanche poca, ma i contenuti di questo disco in definitiva, tendono ad incentrarsi su un qualcosa abbastanza tecnicizzato che in realtà, alla fine, non entusiasma più di tanto. Forte della pecca sopra anticipata, la band offre un contesto ritmico abbastanza estremo, tenuto conto del programming utilizzato, senza far mancare qualche momento appena più melodico di fronte a riff brutali e accelerazioni continue. Anche il rabbioso scream, non certo definibile growl, pur proiettandosi in tentativi variegabili, tutto sommato, alla fine, rimane abbastanza stabile nelle proprie performance. Tra i brani più premiali, ricordo “Distrusted Victims” per una linea compositiva tendenzialmente diverse dai brani d’apertura, forte anche di un buon lead solo e la successiva “Dripping Blood”, disposto su un mid tempo alternato condizionato da veloci e repentini mutamenti ritmici. Tirando le somme, il lavoro, anche se con interessanti iniziative a lungo andare tende un po’ alla monotonia. Probabilmente un approccio diverso e una produzione un po’ più elaborata, avrebbero condotto ad un risultato maggiormente apprezzabile.

Track by Track
  1. Woland (Intro) S.V.
  2. No Warnings No Signs 55
  3. Over A Barrel 60
  4. Pain Inflicted To Yourself 55
  5. Distrusted Victims 65
  6. Dripping Blood 65
  7. Turning Point 60
  8. Cyberwaste (Fear Factory Cover) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
62

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 03.04.2022. Articolo letto 476 volte.

 

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