Kryptonomicon «Nekromantikos» (2021)

Kryptonomicon «Nekromantikos» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
26.01.2022

 

Visualizzazioni:
184

 

Band:
Kryptonomicon
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Titolo:
Nekromantikos

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Frank Ponga :: Bass, Vocals (backing)
Diego Rossi :: Drums
Stefano Rumich :: Guitars
Luca Sterle :: Vocals

 

Genere:
Old School Death / Black Metal

 

Durata:
48' 43"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
26.11.2021

 

Etichetta:
Punishment 18 Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Davvero non male il disco di debutto dei Kryptonomicon, una band capitanata dal chitarrista Stefano Runich dei Karnak, e si sente visto che questo è lo strumento mattatore in “Nekromantikos”, un album Thrash/Black (e non Death/Black come la band si autodefinisce) non certo innovatore, ma rabbioso e compatto in quasi 49 minuti convincenti di musica.
A dir la verità si parte un po’ così così in questo “Nekromantikos”, con una “Nocturnal kill” invero un po’ generica, che riprende forse qualcosa del primo dei Necromessiah ma fiaccata da un chorus un po’ piatto, confermato da “Baron Blood” che aggiunge anche delle influenze tipo Urgehal. Bisogna però aspettare “Blind Resurrected” per convincermi pienamente del valore di questo combo da Monfalcone, che da qui in poi denota più ostinazione e potenza nel sound, con rasoiate alla Sodom nel brano suddetto, la lenta e evocativa ma tutt’altro che moscia “The omen”, per passare alle mazzate da moshpit tipo Baphomet’s Blood di “Thousand cuts” e “The ritual”, mentre in “Churchman” si sente perfino qualcosa dei primi Sepultura, e conclude una incarognita cover dei Bauhaus, a conferma di una band che ha del potenziale, a tratti forse ancora un po’ canonica, ma il cui disco di debutto ci convince non solo per i fendenti tirati, ma anche per una buona varietà del songwriting, che affianca diverse influenze notevoli ad uno stile musicale bello old school e cattivo. Tuttavia, si sente anche che questo è il disco di debutto, e che a volte i Kryptonomicon devono affilare meglio le loro armi e non essere troppo schiavi delle loro muse ispiratrici, pena un calo di personalità. Mi riferisco nella fattispecie a un paio di episodi fin troppo simili a quelli di brani più famosi, che donano al disco un leggero sgradevole retrogusto di “quasi plagio”, e in particolare all’inizio di “Zeder” che è troppo simile all’inizio di “Circle of the Tyrants” dei Celtic Frost (sono sincero: pensavo fosse una cover sulle prime), oppure il primo riff di “Thousand cuts” che anch’esso è un po’ troppo vicino al primo riff di “Born for burning” dei Bathory, e per quanto poi i brani vadano in direzione diversa, questi piccoli inconvenienti possono essere aggiustati.
Nonostante questo, “Nekromantikos” è il frutto di una band che promette bene, e che pur potendo migliorare dal punto di vista dell’originalità, ci regala mazzate a destra e a manca. Se la vostra seconda pelle è una maglietta degli Tsjuder o dei Baphomet’s Blood, consiglio l’acquisto di quest’album.

Track by Track
  1. Nekromantikos - Intro S.V.
  2. Nocturnal Kill 65
  3. Baron blood 65
  4. Zeder 65
  5. Blind resurrected 75
  6. The omen 75
  7. Timor mortis morte pejor - Intermezzo S.V.
  8. Thousand cuts 70
  9. The ritual 75
  10. Churchman 75
  11. The Passion Of Lovers (Bauhaus Cover) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 26.01.2022. Articolo letto 184 volte.

 

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