Triskelis «Orior» (2020)

Triskelis «Orior» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
26.12.2020

 

Visualizzazioni:
217

 

Band:
Triskelis
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Titolo:
Orior

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Sergio Vinci :: Bass, Synth, Drums

 

Genere:
Experimental bass project

 

Durata:
32' 26"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
30.04.2020

 

Etichetta:
GhostLabel Record
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Broken Bones Promotion
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Recensione

Triskelis è il nuovo gruppo di Sergio Vinci, ex boss dei grandiosi Lilyum, che però in questa nuova band ci propone ciò che è fondamentalmente un mix tra doom e certe sensazioni black metal abbastanza embrionali, ma eseguite solo con basso, synth e batteria (o drum machine), e con il tutto riassunto in 7 brani più intro e outro in circa 32 minuti. Il tutto per un risultato francamente così così.
“Orior” infatti è costituito da un paio di brani d’apertura abbastanza generici e non privi di qualche somiglianza ad altri brani (“XIV” a circa 0:55 sembra “A kiss to remember” dei My Dying Bride), ma soprattutto che non si fanno notare per intuizioni particolari intelligibili. Bisogna aspettare le influenze più black che appaiono da “XV” per capire cosa Sergio voglia fare, ovvero usare dei riffs black metal e risuonarli arrangiati in una maniera totalmente diversa. In “XV” effettivamente questo si sente, e il brano all’inizio ha un bell’effetto rallentato e macabro, ma da 2:50 un giocare con gli effetti e troppa indulgenza nei riffs rovinano un po’ la riuscita del brano. E da qui verso la fine si va poco oltre, con idee carine ma non sviluppata come si deve, un sound molto scarno specialmente di batteria, e in definitiva si arriva alla fine con un forte senso di non prescindibilità. “Orior” di Triskelis a primo acchitto convince anche qua e là, ma il più delle volte suona come una serie di elementi musicali messi là e non rifiniti.
Magari a qualche fan dello stoner strumentale “Orior” potrà piacere, ma io lo trovo un album che riflette una band che deve lavorare di più e nei dettagli per fare stoner/doom incattivito. Ne risulta un album semplicemente non eccitante; non da cestinare in quanto comunque sprazzi interessanti ci sono, ma comunque è poca cosa ancora. Sufficienza al limite.

Track by Track
  1. C - Intro S.V.
  2. XIII 60
  3. XIV 60
  4. XV 65
  5. XVI 60
  6. XVII 65
  7. XVII 55
  8. XIX - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
62

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 26.12.2020. Articolo letto 217 volte.

 

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