Rise Above Dead «Ulro» (2020)

Rise Above Dead «Ulro» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
17.12.2020

 

Visualizzazioni:
94

 

Band:
Rise Above Dead
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Titolo:
Ulro

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Matteo Sala :: guitar;
- Andrea Pesapane :: guitar;
- Diego Leone :: bass;
- Luca Riommi :: drums;

 

Genere:
Sludge / Post-Metal

 

Durata:
28' 53"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
31.07.2020

 

Etichetta:
Shove Records

Moment of Collapse Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
ER booking&promotion
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Recensione

Sulla scena underground nazionale sin dal 2012, i milanesi Rise Above Dead rilasciano questo “Ulro”, terzo disco della propria carriera protesa ad uno sludge - post metal rigorosamente strumentale. Il progetto offre nel caratteristico genere, un contesto assai ombroso sia nel sound che soprattutto strutturalmente avendo in pratica la band favorito la direzione dell’utilizzo di sonorità quasi spigolose che, in un’ottica come quella del post metal, soprattutto se manca anche la parte cantata a lungo andare potrebbe arrecare un po’ di noia. La band riesce, nel corso della mezz’ora che va a consolidare i sei brani del disco, a dar luogo ad un qualcosa di misterioso, quasi inaspettato che riesce ben a creare nell’ottica dell’ascoltatore sempre un certo entusiasmo utilizzando anche una discreta vena creativa che non ristagna troppo su lunghe andature prive di inventiva. Molto intriganti alcuni brani tra cui “Hardship Of Joy”, in cui la vena di mistero si percepisce al meglio anche se alcuni passaggi del brano ricordano vagamente i Dream Theater in A Change Of Season, o ancora l’oscura “The Divert Of Perception” in cui il senso di smarrimento tra i suoni e gli effetti crea quasi un senso di oppressione e angoscia; molto intrigante è invece “The Endless Strife” brano di circa otto minuti di esecuzione in cui le aride note disposte creano nuovamente uno scenario arido che si consolida sempre più per le vario sfaccettature adottate dalla band. Il disco offre un apprezzabile ascolto tanto da dare l’impressione che questa band non incentra il tutto solo su un qualcosa di scontato ma bensì, grazie alla propria creatività, riesce a coinvolgere l’ascoltatore dando una certa soddisfazione che può sempre puntare a raggiungere nel tempo un qualcosa di ancor più propositivo.

Track by Track
  1. A vision of the Earth 65
  2. Hardship of Joy 70
  3. At the edge of Beulah 65
  4. The divert of perceptions 70
  5. Dreams of Leutha 65
  6. The endless strife 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
68

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 17.12.2020. Articolo letto 94 volte.

 

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