Superhorror «Italians Die Better» (2020)

Superhorror «Italians Die Better» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
16.12.2020

 

Visualizzazioni:
159

 

Band:
Superhorror
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Titolo:
Italians Die Better

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Edward J. Freak :: Vocals
Mr.4 :: Bass
Didi Bukz :: Guitars
Jimi :: Guitars
Franky Voltage :: Drums

 

Genere:
Horror Punk Metal

 

Durata:
40' 23"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.04.2020

 

Etichetta:
Krach Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Secondo album per i Superhorror, band italiana che cerca eloquentemente di rifarsi a certa scenografia tipo Misfits o Wednesday 13 in salsa tricolore su base che sta al crocevia tra boogie rock e punk, il tutto rivestito di suoni e arrangiamenti un po’ più metallizzati. Era onestamente facile pensare che questa sia l’ennesima band che sogna di essere negli anni 80, forse con una scenografia tipo gruppi detti poc’anzi. Al limite un po’ più di Twisted Sister e ci siamo.
E invece “Italians die better” si rivela essere di più, nonostante una coppia di brani in apertura piacevole ma non certo originale. Se infatti questi due brani si rifanno a certi canovacci sonori già espressi da altri, si cambia marcia già da “Sultans of sin”, un brano capace di andare a scomodare certe cose dei WASP per sfacciataggine sonora abbinata però a una perizia per gli arrangiamenti e nei particolari che rende il brano molto buono, e la stessa cosa avviene per “Happy dead”, che consiste in un gustoso boogie rock up tempo su parodia della sigla di “Happy days”. Davvero notevole. Ed è proprio questo genere l’asso della manica dei Superhorror, che qua e là in quest’album ci ripropongono questo stile, andando ad eccellere in “Six feet above ground” e, perché no, anche nella conclusiva “Pensiero violento”, brano che tra l’altro denota come ai Superhorror non manca una vena ironica sempre ben accetta. Tuttavia, l’ispirazione vista nei massimi momenti di IDB non è costante, e certi suoi brani subiscono cali di personalità come se i Superhorror avessero difficoltà a suonare qualcosa di diverso e agli stessi livelli. Per questo troveremo in questo disco anche brani meno personali, come una “Goat” con meno soluzioni stilistiche interessanti, il brano 80ies un po’ fine a sé stesso tipo “L2D” o la anonima “Haitian rhapsody”.
In altre parole, “Italians die better” eccelle in certe cose, ma in certe altre suona ordinario e a volte si ha l’impressione che questi ragazzi oltre alla carta del boogie devono ancora sviluppare altre idee vincenti, finendo per essere da un gruppo molto interessante a qualcosa per i fans dello sleaze rock anni 80 mischiato coi Misfits e pochi altri. Chi ama queste sonorità secondo me qui avrà di che gioire, ma chi non ne è fan non credo sarà poi così toccato. Peccato, perché i picchi alti raggiunti dai Superhorror in questo album sono davvero alti.

Track by Track
  1. Italians die better 70
  2. Average horror band 70
  3. Sultans of sin 80
  4. Happy dead 80
  5. Goat 60
  6. Die as you are 65
  7. Six feet above ground 75
  8. L2D 70
  9. Haitian Rhapsody 60
  10. Graveyard Dolce vita 65
  11. Pensiero Violento 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 16.12.2020. Articolo letto 159 volte.

 

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