L'Impero Delle Ombre «Racconti Macabri vol. III» (2020)

L'impero Delle Ombre «Racconti Macabri Vol. Iii» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
30.10.2020

 

Visualizzazioni:
228

 

Band:
L'Impero Delle Ombre
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Titolo:
Racconti Macabri vol. III

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Giovanni Cardellino :: voce;
Andrea "Andy" Cardellino :: chitarra;

 

Genere:
Doom Metal

 

Durata:
52' 49"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
14.10.2020

 

Etichetta:
Black Widow Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Mazzarella Press Office
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Recensione

La band de l’Impero Delle Ombre, formatasi nel lontano 1995, rilascia il terzo album della propria carriera, una carriera che l’ha sempre vista impegnata in numerose collaborazioni tra singoli, compilation, partecipazioni varie e split album. In questo nuovo “Racconti Macabri III” la band, nel proprio caratteristico assetto stilistico compositivo misto tra doom metal e rock, offre dieci nuovi brani che vedono l’immancabile richiamo ad uno stile che abbraccia molto il vecchio doom metal realizzato con il synth e con particolari, quanto lugubre ambientazioni. La band, forte di un clean puramente esternato in lingua madre, offre la sensazione di fare un vero e proprio salto indietro nel tempo, attraverso scenari immaginari che ricordano film horror anni ’80 con tutta l’ambientazione annessa. Il sound della band, come si accennava, si ispira molto al vecchio stile dei Black Sabbath e di certo non fa rimanere impassibili all’ascolto dando, brano dopo brano, una certa grinta ed emotività. Indubbiamente la lunga traccia che segue l’intro “Accesso in Requiem”, stiamo parlando di “Il Cimitero delle Anime”, rende al meglio l’idea della filosofia musicale di cui il combo si fregia, fatto di moderazione, suoni chiari e tantissima ambientazione dark; molto coinvolgente è invece “Il Sabba”, un brano che spazia da momenti più o meno lugubri fino ad arrivare ad un’andatura assai diretta e animata; il synth in modalità organo con le voci derivanti direttamente dal regno dei morti evocano “In Morte di Bruno Legnani”, un brano tutt’altro che anonimo strutturato su un dinamico riff e un’andatura quasi in mid tempo; un ipotetico spezzone di film apre poi il malinconico riff di “Incubo a Dunwich”, un brano melodico al massimo e assai più lento che incentra il tutto nel contenuti del significativo testo; decisamente di miglior fattura è “Il Villaggio delle Ombre Assassine”, brano dall’andatura quasi felpata ma carico di distorti e coinvolgente anche nel canto; non male neanche le successive “Marmo Freddo” e “Verso L’Abisso” altre due interessanti composizioni della band tra ambientazioni lugubre e testi dai contenuti macabri; altro oscuro brano aperto da una chitarra priva di distorti con le note del synth è “Sentimento Funereo” dove la band figura in una lenta andatura un contenuto lugubre e nefasto amplificato dagli immancabili testi; il disco si conclude con una ballad intitolata per l’appunto “Finale Ballata dell’Uroboro o della Speranza” dove a prendere corpo sono chitarre acustiche con un corale maschile. Un disco fatto di contenuti oscuri e particolareggiati dove la band, attraverso le sue discrete melodie, mostra al meglio la propria propensione al culto della morte e alle storie e leggende che hanno da sempre caratterizzato il mistero dell’al di là.

Track by Track
  1. Accesso in Requiem S.V.
  2. Il Cimitero delle Anime 75
  3. Il Sabba 75
  4. In Morte di Buono Legnani 70
  5. Incubo a Dunwich 70
  6. Il Villaggio delle Ombre Assassine 65
  7. Marmo Freddo 65
  8. Verso l'Abisso 65
  9. Sentimento Funereo 70
  10. Finale Ballata dellUroboro... o della Speranza 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
69

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 30.10.2020. Articolo letto 228 volte.

 

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