Verde Lauro «Son Animali al Mondo» (2020)

Verde Lauro «Son Animali Al Mondo» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
14.08.2020

 

Visualizzazioni:
100

 

Band:
Verde Lauro
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Titolo:
Son Animali al Mondo

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Pier Gonella e Francesco Marras : chitarre
Mattia Stancioiu: batteria
Mauro Desideri: tastiere
Fabrizio Sassi, Roberto Tiranti, Davide Dell’ Orto, Alessandro Del Vecchio ed Emanuele Rastelli: voce.

Guests: MarcoScorti (ocarina), Laura (voce)

 

Genere:
Power Heavy Metal / Rock Sinfonico

 

Durata:
1h 4' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2020

 

Etichetta:
Elevate Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione


Verde Lauro è un progetto conosciuto ai più data la loro peculiarità nel fare musica e hanno dalla loro un’ottima e valida esperienza alle spalle, oltre a una vena compositiva non da tutti. Era infatti il 2014 quando Fabrizio Sassi decise di portare in musica la sua passione per Francesco Petrarca formando una band di tutto rispetto. Credo non servano troppe presentazioni, vi basta guardare la mastodontica line up per capire l’immensità di questo lavoro.
All’epoca, non poi così remota, Son Animali al Mondo venne stampato in poche copie distribuite a musicisti e a qualche fortunato appassionato.
La bella notizia è che da giugno 2020 la band fa parte del roster di Elevate Records, la quale non si è fatta scappare la ghiotta possibilità di fare una bella ristampa e proporcela finalmente a tutti. Eccoci quindi ad aprire per bene le orecchie di fronte a un’opera di notevole entità.
Voi ch’ascoltate è un inizio trionfale con cori e organo che amplificano ogni istante; Son animali al mondo si muove su sonorità più rock e Valle che de’ lamenti miei se’ piena, invece, è molto introspettiva e leggermente folk con un testo che viene quasi più narrato con dolcezza, ma anche un velo di malinconia e rabbia.
Zephiro torna con un metal non appesantito da troppi elementi o virtuosismi; Era il giorno ha un ritmo pacato che trova una sua apertura solo in alcuni momenti, nonostante il testo sia l’aspetto principale della traccia, tutti gli strumenti trovano il loro spazio creando un’atmosfera epica.
Questa fenice, in contrapposizione con quanto detto qualche riga precedente, è colma di virtuosismi e il livello tecnico si mostra alto e apprezzabile; I’ vidi in terra è un altro sipario di dolcezza che prosegue con Erano I capi d’oro, quest’ultima, tuttavia, ha dei momenti di sviluppo inaspettati che richiamano un metal connesso al folclore.
Passa la nave è uno dei pezzi più forti del disco grazie all’equilibrio che si crea tra la musica, più heavy, e il cantato che risulta comunque sempre poetico e non perde smacco.
Anche Giovene Donna ha un suo potenziale, è vicina a un classic metal e il soprano che echeggia sullo sfondo rende il tutto più accattivante.
Solo et pensoso sembra una sigla di una qualche serie o videogame fantasy, molto delicata, ma comunque decisa e coerente con il resto dell’album.
Se Vigilio è uno dei pezzi più power e veloci, quello più da pogo, tanto per intenderci, potente e liberatoria; La vita fugge è il degno successore della traccia precedente, un Petrarca come non lo avete mai sentito interpretare, in perfetta chiave metal che, tuttavia, nulla toglie al meraviglioso testo del poeta.
Laura rappresenta una sorta di intro a Se Lamentar Augelli, altro episodio degno di nota in cui compare anche un cantato femminile che ben si accosta alla linea dell’intero progetto e rende il tutto un pizzico più etereo.
Qualunque animale alberga in terra ha un sapore vagamente alla Vision Divine di Stream of Consciousness, articolato e per nulla banale.
Quanto più m’avicino al giorno extremo è, come giusto sia, teatrale, appariscente, si mostra all’ascoltatore in tutta la sua serietà e imponenza, per quanto fugace.
Con Pace non trovo torniamo a qualcosa di più veloce e diretto, il brano è ricco di risentimento e ciò traspare da ogni singola nota cantata, senza danneggiare comunque l’effetto globale.
Arriviamo alla versione orchestrale di due canzoni precedenti: Passa la nave e Zephiro torna, belle, ma nulla aggiungono a un disco già così colmo d’arte, a mio modesto parere.
Son animali al mondo è un’opera vera e propria, è praticamente impossibile ascoltarla come sottofondo, senza prestare attenzione ai testi contenuti in essa.
Non è solo una questione di parola e poesia, c’è anche molta musica di alto livello tecnico, orchestre e tanto altro, forse non ho nemmeno le competenze idonee per analizzare nel profondo questi elementi.
Nonostante ciò, si capisce subito che i Verde Lauro hanno fatto un lavoro pulito, preciso e competente, oltre modo appassionato e complesso nel quale troviamo del valido heavy metal, seppur piacevolmente contaminato da parti orchestrali ed elementi più folk, a volte power e classic.
Nel complesso, Son animali al mondo, se viene ascoltato con la giusta attenzione, è un ottimo disco, forse un pò complesso e a tratti impegnativo, ma mai banale o superficiale. Adatto, in particolare, agli amanti del genere.

Track by Track
  1. Voi ch'ascoltate 80
  2. Son animali al mondo 80
  3. Valle che De' lamenti miei se' piena 80
  4. Zephiro torna 80
  5. Era il giorno 80
  6. Questa fenice 80
  7. I' vidi in terra 80
  8. Erano i Capei D'Oro 80
  9. Passa la nave 80
  10. Giovene donna 80
  11. Solo et pensoso 80
  12. Se Virgilio 80
  13. La vita fugge 80
  14. Laura S.V.
  15. Se lamentar augelli 80
  16. Qualunque animale alberga in terra 80
  17. Quanto più m'avicino algiorno extremo 80
  18. Pace non trovo 80
  19. Passa la nave 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 95
Giudizio Finale
80

 

Recensione di reira » pubblicata il 14.08.2020. Articolo letto 100 volte.

 

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