Infection Code «In.R.I.» (2020)

Infection Code In.r.i. | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
05.07.2020

 

Visualizzazioni:
247

 

Band:
Infection Code
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Titolo:
In.R.I.

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Davide :: Bass;
- Gabriele :: Voices;
- Ricky :: Drums, Noises, Electronics;
- Max :: Guitars

 

Genere:
Industrial Thrash Metal

 

Durata:
53' 18"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.11.2019

 

Etichetta:
Argonauta Records
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Distribuzione:
Goodfellas
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Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Segnano il terzo disco della propria carriera musicale gli Infection Code con il nuovo “In. R.I.” che conferma ancora una volta la linea compositiva del precedente “Dissenso” ovvero quello di fondare rigorosamente i propri contenuti sull’ industrial noisecore metal. L’esasperazione del rabbioso clean scream si amplifica nella sua massima espressività tra grida e totale coinvolgimento tra le otto tracce che vanno a strutturare il disco. I riff e i distorti risultano assai spigolosi ma tra un brano e ciò che condiziona non poco l’ascolto è la buona attitudine a saper ben convogliare le varie correnti di cui la band si avvale. Non è raro infatti passare da un qualcosa di parecchio diretto a passaggi dal sapore malinconico con l’intento di spezzare dimostrando che potenza c’è ma anche buon senso. Ciò che probabilmente pare un po’ fuori luogo è la lunghezza dei brani che si rileva si ben fatta ma a lungo andare rischia di destare l’attenzione dell’ascoltatore altrove. Se con “Slowly We Suffer” il rabbioso clean pare andare un po’ sopra le righe, musicalmente la tracce offre molti spunti interessanti che richiamano in parte quanto preliminarmente descritto; ritmicamente cattiva è invece “Unholy Demo(n)cracy”, forte di un discreto riff d’apertura in cui poi lo straziante scream si trascina per l’intera durata del brnao tra ritmiche più o meno accelerate; di tenore appena più moderato è “Where The Breath Ends” brnao piuttosto uniforme con qualche groove che ben si miscela al noise dando vita ad un qualcosa che si alterna tra moderazione e qualche picco di maggiore intensità; da segnalare anche “Alteration”, brano oscuro e moderato in cui nuovamente la forte intensità del clean scream fa tutto il resto; molto noise è “New Rotten Flesh” mentre la conclusiva “Hz8” offre altri interessanti scambi ritmici tra metal e noise. Il disco si mantiene sulla scia dei suoi predecessori dando in definitiva conferma delle capacità di questa band anche se qualche variabile strutturale in più indubbiamente avrebbe comportato effetti molto più attraenti.

Track by Track
  1. Slowly we suffer 65
  2. Unholy demo(n)cracy 70
  3. Where the breath ends 65
  4. The cage 65
  5. Alteration 70
  6. New rotten flesh 70
  7. Dead proposal 65
  8. Hz8 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
67

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 05.07.2020. Articolo letto 247 volte.

 

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