Dust «Break The Silence» (2019)

Dust «Break The Silence» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
29.04.2020

 

Visualizzazioni:
246

 

Band:
Dust
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Titolo:
Break The Silence

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Riccardo Pirozzi :: Vocals
Stefano D’Angelo :: Guitars
Federico Ignini :: Guitars
Andrea Lege :: Bass
Stefano Brogi :: Drums

 

Genere:
Metalcore

 

Durata:
37' 37"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
22.11.2019

 

Etichetta:
Volcano Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Volcano Promotion
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Recensione

Disco di debutto per i Dust, una band a metà tra il metalcore e il metal più classico, di cui non sappiamo se questo “Break the silence” rappresenta il debutto assoluto o c’è stato prima qualche Ep, ma è stato pubblicato e condensa 8 brani per 37 minuti e mezzo di musica. E diciamo sin da subito che se cercate originalità, non la troverete certo qui, con il cui punto del discorso che viene rappresentato al 100% dalla lunga “Waiting for death”: benino ma non originali nelle parti più metal e che si rifanno a un certo Groove metal melodico, e mediocri nelle parti più “core”, che poi non suonano neanche così tanto “core”.
È questa la situazione per “Break the silence”, con una opener “Another place to hide” anonima, dai riffs già sentiti e con semplici fraseggi di chitarra sopra, e una “Until the last breath” che insiste in questa dicotomia per un risultato incolore. Le cose vanno leggermente meglio da qui in poi, con una “Black Stranger” che va meglio in quanto suona più mossa e a fuoco, a metà tra certo alternative e un groove metal prevalente. Questo è il sound dove i Dust convincono di più, con i due brani successivi a confermare che i Dust qualcosa di buono lo sanno fare, e tutto viene confermato nei brani di chiusura, dove una mediocre “So deep so down” si alterna al brano più potente e metal oriented di tutti, cove “Dead thoughts on my back”, un brano che pur non facendo miracoli riesce comunque a suonare più rabbioso e cattivo, non a caso quasi scevro da influenze “core”.
Insomma: “Break the silence” è discreto. Non disprezzabile, ma non certo il top, e si conferma come una band che tenta di fare un genere, ma in realtà gliene riesce naturale farne un altro, con un po’ di narcolessia ritmica a condire il tutto, ma non eccessiva. Non si tratta di un disco da cestinare e per ora essendo questo il disco di debutto, alla band va concessa un’altra chance, anche se il lavoro da fare sulla personalità e sulla compattezza del sound c’è ed è un bel po’.

Track by Track
  1. Another place to hide 55
  2. Until the last breath 55
  3. Black stranger 65
  4. Above the surface 65
  5. Break the silence 65
  6. Waiting for death 65
  7. So deep so down 55
  8. Dead thoughts on my back 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
61

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 29.04.2020. Articolo letto 246 volte.

 

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