Neurosphere «Anthem of the Lost (Part I - Nightwards)» (2019)

Neurosphere «Anthem Of The Lost (part I - Nightwards)» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
28.03.2020

 

Visualizzazioni:
255

 

Band:
Neurosphere
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Titolo:
Anthem of the Lost (Part I - Nightwards)

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Fabrizio Oliva :: Voice&Guitar;
- Alessandro Rutolo :: Guitar Lead;
- Mimma Pietrucci :: BassGuitar;
- Marco Minno :: Keyboard, Synth;
- Marco Lio :: Drums;

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
40' 13"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.12.2019

 

Etichetta:
Revalve Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

I Neurosphere rilasciano il secondo full lenght della propria carriera disponendo il tutto in otto tracce per quaranta minuti di ascolto; la band ispira la propria creatività traendo spunto da band quali Metallica, Opeth e Amorphys per originare un thrash death metal melodico caratterizzato da andature abbastanza moderate, qualche effetto in synth ed un growl che capeggia la situazione. L ’ascolto sostanzialmente si rileva apprezzabile nei contenuti ma nulla di più; tra l’altro le strutture dei brani a tratti anche un po’ oscure, dall’indole apparentemente attraente, in realtà si rilevano poi più o meno statiche nei contenuti senza dare validi spunti per individuare momenti più particolari e intensi; in sostanza i brani funzionerebbero pure ma non vanno in là più di tanto; a ciò oltretutto si aggiunga anche il fatto che la band forse si ispira un po’ troppo alle sopracitate realtà e forgia brani che peccano in sostanza di personalità. Un esempio è dato dall’opener “Glimpse To My Abyss” un brano diretto in cui la band si cimenta su una specie di heavy metal per poi mantenersi tale sulla successiva “Doomcrafter”, in cui compare qualche sfaccettatura più thrash; la band poi si cimenta con un discreto thrash death metal per “Anything’s Given” con uno sdoppiamento vocale tra growl e clean per poi offrire un brano “Intermittent Sun” in cui si miscela il prog metal degli Opeth con un apparente alternative; si prosegue poi con “Mindquake”, traccia migliore del platter in cui finalmente la band forgia appieno tutta la propria personalità; un riff schietto e diretto segna invece l’apertura di “The Silent Bell” altro brano dalle fattezze prog che ci porta al successivo death metal quasi epico “Consciousness Rising”, pronto a catapultarsi sul conclusivo moderato e pacato a mo’ di ballad “The Reef”. Tirando le somme il disco offre, come già sopra anticipato, la sfaccettatura di una serie di generi assai cari alla band che in definitiva però non offrono un concreto spunto per identificarla generando una possibile confusione stilistica.

Track by Track
  1. Glimpse To My Abyss 60
  2. Doomcrafter 65
  3. Anything’s Given 70
  4. Intermittent Sun 65
  5. Mindquake 75
  6. The Silent Bell 60
  7. Consciousness Rising 65
  8. The Reef 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 28.03.2020. Articolo letto 255 volte.

 

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