ADE «Rise Of The Empire» (2019)

Ade «Rise Of The Empire» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
23.03.2020

 

Visualizzazioni:
215

 

Band:
ADE
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Titolo:
Rise Of The Empire

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Diocletianvs :: vocals;
- Fabivs :: guitars;
- Nerva :: guitars;
- Severvs :: bass;
- Decivs :: drums;

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
48' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.11.2019

 

Etichetta:
Extreme Metal Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Ambientato nell’epoca di Giulio Cesare questo disco degli ADE intitolato “Rise Of The Empire” si presenta come opera monumentale tenendo conto dei sottofondi di epoca mediorientale quasi a ricordarci le maestose band death metal del calibro di Scarab, Nile, e quanto di meglio possiamo immaginare. Il disco è il frutto di una collaudata esperienza della band composta da elementi che ben sanno il fatto loro e non sono certamente debuttanti allo sbaraglio considerando anche che sono talmente immedesimati nei ruoli da assumere i nomi dei centurioni romani. Le serrate ritmiche del disco si ripercuotono per gli oltre tre quarti d’ora di ascolto forgiate come daghe pronte a combattere e a lasciare i segni mortali per una battaglia che inevitabilmente mieterà vittime; stile, efficienza, potenza e quanto di meglio emergono a cominciare dall’ascolto di “Empire” brano compatto e diretto con sfumature melodiche di ingente fattura; il sitar egizio fa da intro alla inarrestabile potenza di “The Gallic Hourglass” oltre che da intermezzo tra un passaggio e l’altro per sottofondo; la mattanza di pregio e livello indiscusso si ripercuote anche per le successive “Once the Die is Cast” un brano quasi sinfonico nei contenuti ma ben sempre determinato per la propria infallibile determinazione e tecnica; inutile cercare imperfezioni o impossibile sbavature all’ascolto, il disco è bandiera sventolante che non cessa di farsi ammirare in tutto il proprio splendore; esito analogo per creatività e micidiale compattezza favoriscono anche la macchinosa “Suppress The Riot” e l’impossibile “Veni Vidi Vici” altra potentissima traccia da ascoltare ed apprezzare in ogni singolo passaggio; dal sapore più trionfale è “Imperator” un brano dal sapore più sinfonico che ricorda in qualche modo anche i favolosi Fleshgod Apocalypse; chiude il disco “Obolus” altra incredibile realise per la band questa volta appena meno accelerata ma pur sempre dannatamente tecnica nella resa. Un disco splendido da collezionare ed apprezzare illimitatamente.

Track by Track
  1. Forge the Myth S.V.
  2. Empire 85
  3. The Gallic Hourglass 90
  4. Chains Of Alesia 85
  5. Once The Die Is Cast 85
  6. Gold Roots Of War 85
  7. Ptolemy Has To Fall 90
  8. Suppress The Riot 90
  9. Veni Vidi Vici 90
  10. The Blithe Ignorance 85
  11. Imperator 90
  12. Obolus 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
87

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 23.03.2020. Articolo letto 215 volte.

 

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