INNO «The Rain Under» (2020)

Inno «The Rain Under» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
15.03.2020

 

Visualizzazioni:
357

 

Band:
INNO
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Titolo:
The Rain Under

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Elisabetta Marchetti (ex Stormlord, ex Riti Occulti) - Vocals, Piano, Acoustic Guitar
Cristiano Trionfera (ex Fleshgod Apocalypse) Rhythm and Lead Guitar
Marco Mastrobuono (Hour Of Penance, Coffin Birth) - Bass
Giuseppe Orlando (ex Novembre, The Foreshadowing, Airlines of Terror) - Drums and Percussion

 

Genere:
Metal Gothic Doom Progressive

 

Durata:
59' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
28.02.2020

 

Etichetta:
Time To Kill Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Anubi Press
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Recensione


Inno è un gruppo creato nel 2017 da musicisti con alle spalle una carriera degna di nota nel mondo del metal: Cristiano Trionfera (ex Fleshgod Apocalypse); Giuseppe Orlando (ex Novembre, The Foreshadowing, Airlines of Terror); Marco Mastrobuono (Hour Of Penance, Coffin Birth); Elisabetta Marchetti (ex Stormlord, ex Riti Occulti).
Con l’intento di creare una musica differente rispetto alle loro esperienze precedenti, la band ha focalizzato le proprie energie nella scrittura di melodie e testi dallo stile dark, doomish con qualche traccia di progressive.
The rain under è il loro primo lavoro ed è stato dalla stessa band e mixato da Mastrobuono e Giuseppe Orlando.
Questa è, in breve, la storia degli Inno e adesso siamo curiosi di abbandonarci a un’ora di puro ascolto.
Il disco si apre con la intensa Suffocate, un inizio acustico che trova la sua massima espressione attraverso un metal graffiante e decisamente accattivante.
The Hangman e Pale dead sky hanno uno stile che si accosta al sound dei Lacuna Coil: le chitarre sono pesanti, tuttavia l’aspetto melodico prevale, soprattutto nella seconda canzone, la quale ha dei cambi tempo che rendono il tutto più soave.
The last sun ha tutto il potenziale per essere un singolo: è ben bilanciata a livello di energia, ma rimane paradossalmente delicata grazie alla voce di Elisabetta, potente ed eterea.
Con Night falls incontriamo un metal di buon impatto e assolutamente valido, la melodia si sviluppa attraverso vari stati d’animo: c’è rabbia, dispiacere, ma anche apertura nel ritornello sino ad arrivare a un breve arpeggio nel finale.
To go astray si presenta giusto un pò più aggressiva e diretta, senza perdere la verve che caratterizza lo stile adottato dalla band sino ad ora.
Goliath è intensa, un pò alla The Gathering per alcuni momenti, ma assolutamente interessante.
L’inizio di Scorched è particolare, lo stile adottato si accosta più al gothic e lo stesso avviene nella song a seguire, Misericordia, in entrambe troviamo un mood oscuro, riflessivo e comunque potente.
Arriviamo alla fine dell’opera con le note di una cover conosciuta a tutti: High Hopes, forse non la scelta migliore da fare, sarebbe stato interessante sentire gli Inno impegnati in un pezzo dei sopracitati Gathering o Amorphis, giusto per citarne alcuni.
The rain under è un disco godibile sotto tutti i punti di vista: i brani sono tutti piuttosto intensi, mai banali; Elisabetta possiede una voce versatile in grado di calarsi in qualsiasi emozione creando empatia; Cristiano è straordinario con la chitarra e gli altri non sono da meno.
Lo stile adottato andava “di moda” una ventina e più di anni fa e, vederlo rispolverato in chiave attuale non può che far un enorme piacere ed è positivo percepire il talento e il contributo offerto da ogni singolo componente.
Insomma, gli Inno sono da tenere d’occhio e questo disco è assolutamente da avere per tutti gli amanti del genere.

Track by Track
  1. The rain under 80
  2. The hangman 80
  3. Pale dead sky 80
  4. The last sun 80
  5. Night falls 80
  6. To go astray 80
  7. Goliath 80
  8. Scorched 80
  9. Misericordia 80
  10. High Hopes (Pink Floyd cover) 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
80

 

Recensione di reira » pubblicata il 15.03.2020. Articolo letto 357 volte.

 

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