Sonum X «Purifire» (2019)

Sonum X «Purifire» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
13.03.2020

 

Visualizzazioni:
62

 

Band:
Sonum X
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Titolo:
Purifire

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Matteo Sampietri :: Drums, Vocals
Andrea Bombaci :: Guitar, Vocals
Marco Zerbinati :: Bass, Backing vocals

 

Genere:
Heavy / Psych

 

Durata:
43' 47"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
21.06.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Solo discreto questo disco di debutto autoprodotto dei Mantovani Sonum X, che con questo “Purifire” ci consegnano quasi 44 minuti di una musica che mescola bene stoner e alternative rock alternando fasi desertiche ad altre più visionarie, tipiche di brani come l’inizio di “Manhattan”, ma spesse volte per tutto l’album si sente proprio l’alternanza di questi due generi, con un riff in uno stile musicale che poi si rivela sfociare nell’altro a seguito di un arrangiamento diverso. Questo lo si sente in brani come la title track e “T. Ripper X”.
Ma allora, nonostante questo sound avvincente, come mai “Purifire” è solo discreto? Semplice: purtroppo il songwriting dei Sonum X ha il problema di usare un po’ di lungaggini nell’apertura dei brani, e soprattutto si manifesta molto, troppo eterogeneo, con i vari brani che centrano molto bene certi moods (tipo l’apertura fumosa di “Manhattan”), ma poi invece di proseguire su quella falsariga, vanno cambiando discorso e genere se non proprio l’arrangiamento, risultando piacevolmente poliedrici sulle prime, ma poi appare evidente che i brani più che essere così, saltano di palo in frasca, finendo in momenti di stanca o fin troppo sconnessi, senza dei ritornelli o delle forme canzone più canoniche nei brani. Per questo quando si sente lo stacco finale col sax in “Manhattan” si ha l’idea di una parte bella, ma staccata dal resto, così come si potevano tagliare le introduzioni di un minuto e passa di “Fading flowers”, un brano che davvero mostra in sintesi il problema di questo disco: parti azzeccate, ma messe nei brani senza troppa cognizione di causa, troppe introduzioni ingombranti, eccessive variazioni e come risultato più confusione che feeling.
Probabilmente tra i fans dello stoner c’è chi vuole musica più storta come questa, meno convenzionale e più sperimentale, ma per me occorre rodare meglio la macchina. Le idee ci sono, occorre solo concentrarsi sul senso dell’intera canzone senza variare troppo.

Track by Track
  1. Intro S.V.
  2. Purifire 65
  3. T.Ripper X 65
  4. Shadows rider 60
  5. Manhattan 65
  6. S.p.e.c.t.r.u.m. 60
  7. Fading flowers 55
  8. Days of wolves 60
  9. Psychotemple 60
  10. Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
62

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 13.03.2020. Articolo letto 62 volte.

 

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