Die on Friday «Revolution» (2019)

Die On Friday «Revolution» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
22.12.2019

 

Visualizzazioni:
161

 

Band:
Die on Friday
[MetalWave] Invia una email a Die on Friday [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Die on Friday

 

Titolo:
Revolution

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Gianluca Barbieri :: Vox
Manuel Merigo :: guitar
Dario De Carlo :: guitar
Manuel Maffi :: bass
Paolo Pirola :: drums

 

Genere:
Nu Metal

 

Durata:
53' 22"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
01.02.2019

 

Etichetta:
Buil2kill Records
[MetalWave] Invia una email a Buil2kill Records [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Buil2kill Records [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Buil2kill Records

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Against PR
[MetalWave] Invia una email a Against PR

 

Recensione

Discreto album di debutto per i Die on Friday, un gruppo parallelo nato da membri di Drakkar e In.Si.Dia, che però con questo “Revolution” ci propongono un alternative rock/metal molto debitore agli anni 90 e chiaramente influenzato dai Korn, per un risultato che funge da discreto e onesto tributo, ma poco altro.
Ci vuole poco infatti a capire che in questo disco il cantante Gianluca Barbieri è chiaramente influenzato da Jonathan Davis, ma quello dei momenti più melodici e groovy, più trascinanti, di quelli che sembrano promettere bene nell’opener “Rise Again”, ma che già dalla title track va a perdere abbastanza della propria freschezza musicale, finendo per suonare molto stile Korn e che poteva durare due minuti di meno. Se tuttavia sulle prime la band va un po’ troppo sulle lunghe e suona meno personale, è da “Newborn man” che i DoF riescono a variare la loro proposta e a renderla più snella, con un sound più quadrato e leggermente più grunge, passando per le venature alla Crazy Town di “Repentance” e dell’alternative/Nu metal di “Chaos T.”, il sound più cupo di “Born without hope” e delle coinvolgente “Die on friday”, finendo per le immancabili tentazioni core moderne di “Last night”. Questi sono gli episodi migliori di un album completo e fondamentalmente ben fatto, che però nonostante tutto non va oltre a un bel tributo di quanto già fatto dai maestri del genere in passato. Sarà il fatto che è sempre la voce a tenere su tutto per tutti i 53 minuti dell’album, sarà che gli strumenti a parte in qualche caso non riescono a dare un taglio così personale alle canzoni, ma per tutto l’album si sente che i Die on Friday non riescono ad andare molto oltre e non riescono mai a brillare di luce propria, finendo per suonare troppo in stile anni 90, derivato dagli sforzi di qualcun altro.
E questo penalizza la riuscita di un disco altresì non male, che suona bene, ma che non riesce a capitalizzare le potenzialità del proprio sound, finendo per suonare come degli epigoni. Disco per nostalgici dell’alternative anni 90 e a pochi altri.

Track by Track
  1. Rise again 70
  2. Revolution 65
  3. Knock down myself 65
  4. MMI 65
  5. Newborn man 65
  6. Repentance 65
  7. Chaos T. 65
  8. Born without hope 70
  9. Die on friday 70
  10. Last night 70
  11. Alice 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 22.12.2019. Articolo letto 161 volte.

 

Articoli Correlati

Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.