Deviate Damaen «In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!» (2019)

Deviate Damaen In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur! | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
26.10.2019

 

Visualizzazioni:
113

 

Band:
Deviate Damaen
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Titolo:
In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- G/Ab SVENYM VOLGAR HONORIUM ROMAN USTORH :: vox, founder&leader;
- ARK :: concrete keyboards, lead computer, bitarra, theremin;
ABnormal :: lead guitar;
GIAMO G. LAERTE :: giovine cantore di grecoromana beltade;
D. VAN DEAROMANTIK :: bass;
JJ BLACKSTAR :: bass, guitar & live drums
MYSTICVS EX NIGRA FLAMMA MESSOR "Matt&Deviàt" - altera vox, death whistle

 

Genere:
Goth Sperimentale Identitario

 

Durata:
1h 13' 18"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
11.10.2019

 

Etichetta:
Masked Dead Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Con un sound Epic, Doom e Black, i demoniaci Deviate Damaen pressano il loro ultimo disco “In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!” tra spiritualità malsana e horror generando dieci brani che superano l’ora di ascolto ma che per lo più si caratterizzano in un insieme di suoni e rumori che ben si discostano dai canoni ordinari. L’espressività del clean con i suoi tratti che spaziano tra il furioso, il lirico e il demoniaco prevalentemente lingua madre ma non solo, non danno margini di dubbio per riconoscerne un assetto ai limiti del provocatorio e soprattutto dello scenico considerando che di tanto in tanto tra una traccia e l’altra compare anche qualche parte recitata e basta; parimenti dall’ascolto del lavoro, che alla fine si rivela, traccia dopo traccia, un qualcosa di inaspettato proprio perché l’ascoltatore non sa mai cosa riserva una brano prima dell’altro, emerge in sostanza un’espressività singolare ma a tratti quasi banale, teatrale e quanto di più innaturale ci si possa aspettare da un genere classificato come Epic, black doom metal. Sfuriate nel classico assetto black metal, inaspettate ma anticipate da una recitazione quasi appartenente ad un teatro classico di fine ottocento. Assenza di equilibrio di quelli che possono essere in un certo senso, gli elementi basilari del genere, ovvero chitarre distorte e taglienti o blast beat di batteria ma molto, moltissima teatralità che alla fine dell’ascolto, nel bene o nel male, difficilmente lascia indifferenti non tanto per ciò che può sostanzialmente essere la qualità del lavoro sotto il profilo musicale o del riff migliore di sempre ma di quelle che possono rappresentarne la singolarità e la creatività.

Track by Track
  1. L’Angelo Preferito, Il Primo Insorto, Il Più Antico Dannato S.V.
  2. Tethrus 65
  3. Sacre Gesta Cavalcano Il Metallo / Heilige Taten Reiten Das Metall 70
  4. Santo Frà Diavolo, Spara Per Noi! 65
  5. Aspetterò L’Altrove 60
  6. I Tarocchi Della Vostra Sfiga 60
  7. Font Near The Ossuary 65
  8. Fratelli D’Occidente, Salviamo Noi Stessi Dall’Estinzione 60
  9. Signore E Dio (Falce) In Te Confido S.V.
  10. L’Urlo Del Cappuccino 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 26.10.2019. Articolo letto 113 volte.

 

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