Hidden Lapse «Butterflies» (2019)

Hidden Lapse «Butterflies» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
29.09.2019

 

Visualizzazioni:
282

 

Band:
Hidden Lapse
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Titolo:
Butterflies

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Alessia Marchigiani :: Vocals
Marco Ricco :: Guitars and Vocals
Romina Pantanetti :: Bass
Alessio Monacelli :: Drums

 

Genere:
Power / Progressive Metal

 

Durata:
43' 8"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
31.05.2019

 

Etichetta:
Rockshots Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Asher Media Relations
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Recensione

Secondo album per gli Hidden Lapse, una band da Fabriano che si autodefinisce Melodic Prog Metal, con voce femminile, e che qui ci propone 8 brani in circa 43 minuti di musica. Ma è una musica particolare, visto che “Butterflies” appena comincia suona senz’altro melodico e metal, ma si notano immediatamente due cose: la band suona perlopiù semplice e lineare, con un impatto che invece è parecchio più vicino al symphonic, e la qualità sonora non molto all’altezza, che mette troppo batteria e voce in primissimo piano, relegando chitarre e basso nel sottofondo.
E l’ascolto in realtà non è male, ma è un continuo alternarsi di luci e ombre, dove gli HL suonano grosso modo bene, a volte molto bene, ma con dettagli importanti che non sempre fanno fluire la musica come ci serve. “Dead Jester” infatti mostra una band che predilige gli up tempo e con un risultato vivace, ma con arrangiamenti un po’ smorti, “Third” suona non male, ma dura poco, ma poi dalla terza alla quinta canzone compresa gli HL centrano bene il bersaglio, con delle linee vocali molto belle e con un maggior affiatamento, che addirittura va a ricordare certi Delain incrociati con i Lacuna Coil di “Unleashed Memories” in “Glitchers”. Da qui in poi tuttavia gli HL vanno a suonare ancora così così, proponendo delle stranezze poco redditizie nella struttura delle canzoni, del tipo che in “Sleeping beauty syndrome” dopo un buon ritornello basato sulla tastiera vanno a cambiare parecchio l’umore del brano mettendoci una parte troppo dura e che stacca troppo, mentre “Cruel Enigma” usa una strofa e un ritornello e li ripete, ma per qualche strano motivo gli HL hanno deciso di mettere l’assolo in mezzo alle due parti e non dopo, rendendo il filo logico dei brani meno comprensibile.
Insomma: momenti di luce abbagliante e splendente, ma anche struttura strana dei brani e influenze anomale su un sound che non fa risaltare bene i brani. Questo è “Butterflies”. Non riusciamo a capire se tutto questo è dovuto da una voglia di suonare a tutti i costi prog, oppure se in fase di rifinitura e produzioni dei brani le idee e i riff non siano stati riordinati in maniera efficace, ma comunque sia, questo non fa brillare gli Hidden Lapse come dovrebbero. Ne rimane una band che ha potenziale, ma che secondo me aldilà di qualche eccellente punto positivo ha comunque alcuni ascetti trascurati e deve ancora definire bene la propria proposta musicale. Ciononostante, per gli appassionati di Symphonic Metal più contaminato gli Hidden Lapse costituiscono una buona band da ascoltare.

Track by Track
  1. Dead Jester 65
  2. Third 65
  3. The letter 0 75
  4. Stone mask 75
  5. Glitchers 75
  6. Grim poet 70
  7. Sleeping beauty syndrome 65
  8. Cruel enigma 65
  9. Dust (outro) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 29.09.2019. Articolo letto 282 volte.

 

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