Polymorphia «...But Secretly We Thirst» (2019)

Polymorphia «...but Secretly We Thirst» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
28.08.2019

 

Visualizzazioni:
149

 

Band:
Polymorphia
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Titolo:
...But Secretly We Thirst

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Matteo Tagliaferri :: drums;
- Davide Maglia :: guitars;
- Silvio Bergamaschi :: bass;
- Luca Beloli :: voice;

 

Genere:
Death / Thrash Metal

 

Durata:
26' 18"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
2019

 

Etichetta:
Vomit Arcanus Productions
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Da Lecco, i giovani Polymorphia rilasciano questo loro primo Ep “...But Secretly We Thirst” dove, al di là di una produzione che raggiunge appena la sufficienza, riescono ad interpretare a modo proprio una via di mezzo tra death e thrash metal con cinque tracce per cimentarsi tra passaggi acustico malinconici e alternate ritmiche melodiche non eccessivamente elaborate e di tanto in tanto un po’ più accelerate; indubbiamente, al di là dall’aver formato la band dalle ceneri di altra realtà, il combo dimostra un approccio orecchiabile ma non troppo innovativo cimentandosi in qualche passaggio che dà un po’ l’idea del già sentito. Ciò comunque che piace sono i passaggi più melodici, stante la quasi assenza di particolari quanto potenti muraglie sonore, lasciante un po’ sul generico e non troppo curate nella soluzione. “Ode To The Ocean” apre l’Ep quasi in modalità hard rock per poi riprendersi in favore di un semplice death metal sferzato ritmicamente da un malinconico intermezzo acustico con annesso lead solo; è poi la volta di “But Secretly We Thirst” aperto da un arpeggio nuovamente malinconico a cui fa seguito un riff dalle attitudini più thrash e alquanto aspro nel suono che va a d alternare un contesto ritmico melodico alternato con ripetute accelerazioni; deciso invece il growl abbastanza immedesimato nel ruolo; è poi la volta di “Fog” in cui si ha la sensazione di essere di fronte ad impatto sonoro dalle sembianze differenti rispetto alle tracce già ascoltate e con una ritmica maggiormente convincente; è poi la volta di “Madness Dream” che si mantiene costante in mid tempo sino a condurci alla conclusiva “Censer”, forse il brano più propositivo della band; l’Ep, al di là di una produzione non eccellente, presenta una band con del potenziale che va maggiormente messo in evidenza con maggiore convincimento e personalità.

Track by Track
  1. Ode To The Ocean 60
  2. ...But Secretly We Thirst 60
  3. Fog 65
  4. Madness Dream 60
  5. Censer 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 28.08.2019. Articolo letto 149 volte.

 

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