Craving 4 Caffeine «The Rage Of The Rabbit» (2019)

Craving 4 Caffeine «The Rage Of The Rabbit» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
12.08.2019

 

Visualizzazioni:
100

 

Band:
Craving 4 Caffeine
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Titolo:
The Rage Of The Rabbit

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Simone Matteucci :: Vox, Guitars
Matteo Cavallaro :: Drums

 

Genere:
Rock / Metal

 

Durata:
36' 41"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
13.04.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“The rage of the rabbit” è il terzo album dei Craving for Caffeine, una band molto più rock che metal e sotto This is Core, che condensa 10 brani facili facili e scorrevoli per poco meno di 37 minuti di musica. E il risultato è in realtà un rock/metal onesto, ma anche non molto originale o indispensabile, che semina diverse idee rockeggianti per tutto l’album, ma non si va molto oltre.
Infatti, l’ascolto di “The age of rabbit” manifesta le sue lacune abbastanza presto, con un inizio convincente nelle prime due canzoni, ma poi i C4C non riescono a spostarsi dal tema iniziale, passando per una “Make it real” molto già sentita, o per una “Raven” che inizia molto bene, ma dove si sente che mancano altre idee per sostenere i brani, e il ritornello usa la strana scelta di suonare con un altro tempo diverso da quello del resto del brano. Non aiuta un moro sonoro abbastanza sottile, che non risalta l’energia dei riffs dei C4C, difetto evidente quando in questo genere è richiesta la botta in faccia sonora. Detto questo, va detto che comunque “The rage of rabbit” non è un disastro, né qualcosa fatto da gente che si limita a due luoghi comuni, perché in realtà nonostante le pecche evidenti i C4C riescono a brillare quando non soffrono di questi errori forse di inesperienza: “Chatterers” infatti si rivela essere un brano completo, con un ritornello che esce molto bene, e con più riffs e idee che amalgamano tutto in maniera migliore, mentre altri episodi positivi sono dati dal rock n roll di “Seas of shame” e dal mid tempo alternative rock di “Sad land”. Qui la band dà il meglio e i risultati si sentono maggiormente.
In conclusione: “The rage of the rabbit” è un disco gradevole, ma che per qualche difetto compositivo che ancora va aggiustato (nonché per un sound fin troppo sottile e che necessita di più presenza delle chitarre), finisce per essere un po’ nella media e perso nell’underground, da cui il giudizio finale, che rispecchia un disco carino e senz’altro acquistabile, ma se cercate la new sensation del mese, non penso che la troverete qui.

Track by Track
  1. The trust show 60
  2. Overcome 60
  3. Seas of shame 65
  4. Sad land 65
  5. Make it real 55
  6. Raven 60
  7. Scream your voice 60
  8. Chatterers 70
  9. Take my money 60
  10. The blue rain 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 12.08.2019. Articolo letto 100 volte.

 

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