Imago Imperii «Fate of a King» (2019)

Imago Imperii «Fate Of A King» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
10.07.2019

 

Visualizzazioni:
351

 

Band:
Imago Imperii
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Titolo:
Fate of a King

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Gwarner - Vocals and Concept
Ivanhoe - Keyboards and Programming
Lüke - Guitars
Mick - Bass guitar
Iskandar - Drums

 

Genere:
Epic-Power Metal

 

Durata:
51' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
23.03.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Rock On Agency
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Recensione


Attivi dal 2012, gli Imago Imperii hanno recentemente affrontato la modifica della line up raggiungendo una valida stabilità per la creazione di una nuova opera densa di significato.
Difatti, Fate of a King è un concept che si concentra sulla drammatica storia dell'ultimo Re Anglosassone Harold conclusasi con la famosa battaglia di Hastings, quindi testi non banali che hanno dovuto intrecciarsi con delle melodie evocative.
Varie le influenze che danno il LA alla band, probabilmente tra tutti i BLIND GUARDIAN , ma anche Helloween, Running Wild, per citarne solo alcune. Altre sonorità vengono aggiunte grazie al prezioso contributo di Luke Fortini (chitarra) rendendo quindi il percorso della band sempre più definito e completo.
Brevemente, vediamo il contenuto del disco che, già dalla cover, promette bene.
The Tapestry è un’intro maestosa; Saxon Warriors è un brano in pieno stile power epic, energico e ad alto livello tecnico. Kingdoms United è dinamica e veloce, ottima live; Fate of a King ha un sound più heavy e accattivante, in alcuni momenti è quasi psichedelica.
La breve The Landing introduce Battle of Stamford Bridge, pezzo che ammicca all’hard rock, meno complesso degli altri, più incentrato su un ritmo serrante e un cantato ammiccante.
Conqueror è interessante e ricca di atmosfera: tra cori da stadio e atmosfere oscure, si delinea un metal sinfonico che ammicca al power.
Marching for hope ha delle sonorità più 80’s, rimane comunque piacevole da ascoltare e coerente con il resto dell’album; la suggestiva King’s nightmare apre le porte ad Harold Rex , una song molto teatrale con vari cambi di tempo e nella quale l’interpretazione vocale la fa da padrone, seguita da chitarre che rimarcano uno sfondo in continuo mutamento, fino ad arrivare a un finale carico di cori e virtuosismi.
End of an Era è la conclusione ideale per questa fatica: intensa e drammatica, vede la voce di Gwarner interpretare egregiamente emozioni alternate (rabbia, dolore, tristezza) e le chitarre aiutano a rendere vivida l’immagine della fine di un’era, infine la batteria si unisce per eseguire una sorta di marcia per dare gli ultimi tocchi.
Fate of a King è un lavoro completo sotto molti punti di vista, magari non è originalissimo, ma non si può dire che non sia suonato bene. I pezzi sono tutti musicalmente molto validi, a volte più complessi, ma comunque orecchiabili e non superficiali. Certo, fare un concept album è sempre un rischio, ma gli Imago Imperii mi sembra siano riusciti a creare qualcosa di interessante. I loro punti di forza sono concentrati, a mio parere, nella voce di Gwarner, il quale ha una buona versatilità, ma soprattutto nell’apporto tecnico ed incisivo di Luke, il quale si destreggia con sorprendente abilità tra un brano e un altro; non da meno Iskandar alla batteria, ovviamente, che sa prendere il suo spazio senza risultare invadente o eccessivo.
A mio parere, questo disco è l’ideale per gli amanti del genere, non fatevelo sfuggire.

Track by Track
  1. The tapestry S.V.
  2. Saxon warriors 75
  3. Kingdom's united 75
  4. Fate of a King 75
  5. The Landing S.V.
  6. Battle at Stamford Bridge 75
  7. Conqueror 75
  8. Marching for Hope 75
  9. King’s Nightmare S.V.
  10. Harold Rex 75
  11. End of an Era 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
76

 

Recensione di reira » pubblicata il 10.07.2019. Articolo letto 351 volte.

 

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