Bleed Someone Dry «Unorthodox» (2019)

Bleed Someone Dry «Unorthodox» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
08.07.2019

 

Visualizzazioni:
76

 

Band:
Bleed Someone Dry
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Titolo:
Unorthodox

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Alessio Bruni :: Vocals
Jonathan Mazzeo :: Guitars
Niccolo' D'Alario :: Guitars
Mattia Baldanzi :: Bass
Alan Syo James :: Drums

 

Genere:
Progressive Deathcore Metal

 

Durata:
47' 20"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2019

 

Etichetta:
WormHoleDeath
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Nuovo album (credo il quarto) e nuovo centro per i Bleed Someone Dry, una band che dopo tanti anni di esperienza è sempre riuscita a farsi notare nel metal moderno per un sound sempre genuino e potente, in altre parole credibile.
E la sostanza non cambia per il nuovo “Unorthodox”, un disco che riesce a coinvolgerti sin dalla opener “Vexation”, un brano che riesce a suonare violento e nefasto, nonché strutturalmente anche spezzettato, senza suonare troppo artificioso o tecnico, riuscendo a conquistarti. Questo è il leit motif del disco, e incredibilmente pur mettendoci alcune variazioni sul tema, come voci pulite nella title track, influenze più core e dissonanti in “Plague of broken dreams”, robe più sludge in “The modern...”, il risultato non cambia più di tanto: resta questo sound scorrevole ma turbato che colpisce il bersaglio e che rende “Unorthodox” molto gustoso e godibile, ma specialmente molto guitar driven, dove tutto suona umano, davvero curato e basato sul feeling, e non sulla solita botta in faccia senza nient’altro tipica di molti altri dischi in questo genere. Ma non solo: “Unortodox” riesce a fare qualcosa di niente affatto scontato: riesce nel difficile tentativo di non suonare sovrabbondante negli arrangiamenti, riesce a non suonare troppo basato sulla produzione, su triggers e su altri dettagli personalmente odiati in questo genere come quei blast beats brevi e casuali. Riesce ad essere, insomma, qualcosa di genuino e naturale, fatto in sala prove e non ritoccato al pro tools.
Poco da dire: pochi sono gli album core che potrebbero interessare a gente anche al di fuori del loro genere, ma “Unorthodox” è uno di questi. Da acquistare per i fan del genere, mentre per i novizi una chance di ascolto secondo me è doverosa.

Track by Track
  1. Vexation 75
  2. Deceiver 75
  3. Unorthodox 75
  4. The worst has yet to come 80
  5. Plague of broken dreams 80
  6. All that we'll never have 75
  7. The modern dissident movement 80
  8. Agoraphobia 80
  9. Elysium 70
  10. Mephistophelian 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 08.07.2019. Articolo letto 76 volte.

 

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