LuZi «LuZi Lp» (2019)

Luzi «Luzi Lp» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
26.06.2019

 

Visualizzazioni:
247

 

Band:
LuZi
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Titolo:
LuZi Lp

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
LuZi :: Vocals, guitars, bass, percussions, piano, samples
K. Rossi :: Drums on tracks 1, 2, 3, 4, 6, 8
Laura Lola Colombari :: vocals on track 2 and 8
Chiara Bulloni Serra :: vocal on track 6
Mauro Sicilia :: egyptian violin on track 5

 

Genere:
Black Metal / Folk / Dark Punk

 

Durata:
35' 57"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
01.03.2019

 

Etichetta:
Retro Vox Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Decisamente non ci siamo con il primo album di Luzi, una band da Parma con due musicisti e qualche special guest qua e là, che ci vorrebbe proporre una musica con “feelings black metal, atmosfera dark folk, attitudine punk e melodie new wave per storie misteriose ma incantevoli”, ma purtroppo il risultato lascia molto a desiderare, e non perché Luzi propone musica molto più canonica, ma perché le influenze di cui sopra non sono per niente amalgamate e soprattutto sono ad un livello di originalità e maturazione praticamente embrionale, se non peggio.
Su di una qualità sonora infima, decisamente home made e sempre con dei fastidiosissimi echi e riverberi, infatti, Luzi prova a suonare queste cose, ma lo fa suonando estremamente abbozzato e approssimativo, con strumenti e linee vocali che non sempre stanno sulla stessa tonalità, errori di esecuzione, stacchi incomprensibili come quello a 2’42” del quinto brano, cambi totali di umore all’interno dei brani e tanto altro, il tutto per un risultato che non è affatto black (metterci due blastbeats brevi e superflui in tutto l’album non è sufficiente), che nei primi tre brani suona tipo dei Solstafir che hanno cominciato a suonare da ieri, e che di new wave non so cosa ci sia, a parte qualcosa di vagamente che lo ricorda in “La lon’na”. Più che altro questo disco suona acustico e con voci pulite, per un sound che a volte sembra somigliare a qualcosa di Wino in versione un po’ più folk, ma senza neanche vedere col cannocchiale i suoi picchi compositivi, e altre volte sembra voler suonare effettivamente una specie di folk acustico, come “De dià de l’àcua”, il cui mood suona simile a quello di “Everything Invaded” dei Moonspell o di “Nia nia nia” degli Ecnephias, ma il livello qualitativo resta distante e i cambi totale di umore di cui sopra rendono questo brano (come altri) solo un abbozzo, un’idea compositiva per niente raffinata o arrangiata con competenza.
Insomma: un disastro? Mi spiace, ma sì. Non posso definire altrimenti brani come ad esempio “La me lumiara” che in 3 minuti ci fa sentire passaggi sussurrati, un blastbeat con screaming (uno dei due presenti in tutto l’album) che dura 20 secondi e che finisce troncato, e che dopo 1 minuto di durata continua acustica e senza percussioni, o come “Pietra Corva” dai volumi sballati, un mid tempo folk delirante e l’ultimo dei 3 minuti che è un sample vocale su base musicale, o specialmente “Verdi è morto”, un brano con un blastbeat su un riff solo dove la chitarra solista ci fa due cose su, e con un sample vocale irritante che dice solo il titolo della canzone. Mi spiace essere duro con Luzi, ma questi sono 36 minuti di nulla cosmico e dove siamo a livelli talmente acerbi e embrionali che non è neanche facile descrivere la musica per la pochezza di idee che ha. Scusate, ma anche a 3€ per l’intero full length su bandcamp io passo mano.

Track by Track
  1. Chilu' 50
  2. Satiri e ninfe in Val Ceno 50
  3. Roccalanzona 55
  4. Pietra Corva 50
  5. De dia’ da l’acua 45
  6. Fumara 50
  7. La me lumiara 45
  8. La lon’na 45
  9. Verdi è morto 45
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 50
  • Qualità Artwork: 55
  • Originalità: 40
  • Tecnica: 50
Giudizio Finale
49

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 26.06.2019. Articolo letto 247 volte.

 

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