Skeletoon «They Never Say Die» (2019)

Skeletoon «They Never Say Die» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
06.06.2019

 

Visualizzazioni:
53

 

Band:
Skeletoon
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Titolo:
They Never Say Die

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Mr. Tomi Fooler :: Vocals
Andy Cappellari :: lead guitars
Henry Sidoti :: drums
Fabrizio Taricco :: rhythm guitars
Giacomo Stiaccini :: bass

 

Genere:
Nerd Metal

 

Durata:
57' 50"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.03.2019

 

Etichetta:
Scarlet Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Terzo album per gli SkeleToon, band Power Metal della tipologia più fantasy, e fieramente happy e nerd, che condensa quasi 58 minuti di musica in 11 brani e in un concept che parla dei Goonies, il tutto coadiuvato da ospiti illustri del metal classico, del prog e del power italiano, come Mularoni, Lucatti e il mitico Morby, tra gli altri. In altre parole: qui non si cazzeggia. Questo disco sarà anche il frutto di una band happy o nerd, ma non la vuole buttare in caciara demenziale. E il risultato è purtroppo, bello in sé, ma resta qualcosa di ancorato al proprio genere musicale, o addirittura il suo sottogenere, visto che non tutti i fan del power sono anche fans di questo filone del power.
Sì perché per quanto gli SkeleToon riescano a fare un album ben suonato e ben confezionato, è comunque un album che vive costantemente di luce riflessa e che non mi suona quasi mai fresco. Sicuramente “They never say die” è ben fruibile e divertente sulle prime per via di questa spensieratezza e questa euforia che ammanta l’opener “Hell-O” e che la rende riuscita, così come riuscito è anche il mid tempo roccioso e solenne alla Manowar di “Hoist our colours”, ma la realtà si rivela con il passare dei minuti, e quando l’euforia non basta più, non subentra neanche quel qualcosa in più che serve davvero alla band per distinguersi, e così la terza “The truffle...” finisce per suonare davvero troppo happy e più facilona che easy listening. Poi certo, spesso in questo disco ascolti belle cose come la simpatica title track o “The chain master”, ma spesse volte i brani finiscono per ricordarti qualche altra band senza avere la stessa intensità, come succede per esempio in “Last chance” o “When legends turn real”. E il finale del disco conferma questo mood, con una cover di “Farewell” degli Avantasia sinceramente non brutta ma evitabile da mettere nell’album, e il tema di “Goonies” in versione metal. Di nuovo, non male, ma non ci si muove mai da questa situazione fastidiosa che ti ricorda già qualcosa fatta da qualcun altro.
Insomma: “They never say die” di per sé è fatto bene e soddisferà tutti i fans di questo power metal più nerd e che amano vivere nelle favole, ma per me non esce mai da quanto già fatto in passato da bands come gli Edguy, certi Helloween e i Dragonforce, e non propone niente di nuovo di ciò che queste altre bands non hanno fatto in passato. È un disco oggettivamente fatto bene e che soddisfa i fans, ma che rimane in quella nicchia là, e se prova a uscirne, viene battuto da altre bands più versatili o più esagerate di loro. Per questo motivo il voto riportato è quello che ho scritto: “They never say die” è fatto bene, a volte è molto godibile e più spesso è solo ok. Sicuramente soddisferà i fan, ma non credo ne farà di nuovi e a me non ha mai lasciato un sorriso, tutt’al più la sensazione di andare a risentirmi qualche band originale a cui si rifanno.

Track by Track
  1. Hell-O 75
  2. Hoist our colours 70
  3. The Truffle Shuffle Army - Bizardly Bizarre 65
  4. To leave a land 65
  5. They never say die 75
  6. Last chance 65
  7. I have the key 65
  8. The Chain Master 70
  9. When legends turn real 60
  10. Farewell (Cover Avantasia) S.V.
  11. Goonies R Good Enough (Goonies movie theme) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
67

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 06.06.2019. Articolo letto 53 volte.

 

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