Stonewood «Stonewood» (2018)

Stonewood «Stonewood» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
17.03.2019

 

Visualizzazioni:
142

 

Band:
Stonewood
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Titolo:
Stonewood

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Augusto Antinori :: Drums
Carlo Turchetti :: Guitar
Fabio Mingrone :: guitar
Francesco Papadia :: bass
Vito Vetrano :: vocals

 

Genere:
Stoner / Alternative / Rock

 

Durata:
38' 17"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
02.11.2018

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Solo discreto questo album di debutto per gli Stoner Rockers Romani Stonewood, che in circa 38 minuti di musica ci propongono una serie di canzoni facili facili da ascoltare, ben arrangiate e registrate, per uno stile che costituisce un mix tra Monster Magnet e primi Queens of the Stone Age con qualche vocalizzo alla Danzig in brani come “Bluestone”. Tutto formalmente ben fatto, ma anche sfortunatamente molto canonico.
Sì perché il debut album degli Stonewood è costituito da brani semplici e con struttura basilare, il cui risultato funziona per un buon arrangiamento nonché per un buon lavoro del cantante Vito, le cui linee vocali riescono a far elevare i brani e a renderli con quella giusta marcia in più, anche quando i riffs sono particolarmente già sentiti e quasi banali, come all’inizio di “Party crasher” ad esempio. E incredibilmente, il disco degli Stonewood è tutto qua. Non è brutto, ma è anche particolarmente già sentito, manieristico oserei dire, e svolge il suo compito senza infamia, ma anche senza lode, e il cui livello è paragonabile a quello delle bands di apertura in un qualsiasi concerto stoner: va bene per avviare tutto, ma ben presto per tenere calda la folla serve di più. Certo, potremmo parlare del mood alla Monster Magnet della opening song, o della più mossa e lunga “China white”, ma anche così questi brani non riescono a muovere le sorti di un album ancorato ad una sufficienza di circostanza, che non nega che il disco è apprezzabile, ma che comunque è lungi dal provocarti emozioni o scariche di adrenalina.

Track by Track
  1. Down from the stars 60
  2. Legs 60
  3. Out of sight 60
  4. Bluestone 60
  5. China white 60
  6. Space goat 60
  7. Party crasher 60
  8. Ask the dust 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
60

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 17.03.2019. Articolo letto 142 volte.

 

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