HellraiserS «The Macabre Dance of the Keeper» (2019)

Hellraisers «The Macabre Dance Of The Keeper» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
14.03.2019

 

Visualizzazioni:
80

 

Band:
HellraiserS
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Titolo:
The Macabre Dance of the Keeper

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Insanity :: Vox, Guitars, compositions
Fater Alchemoth Katarian :: Bass
Hellfire :: Guitars
Malphas :: Drums

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
41' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.02.2019

 

Etichetta:
Vacula Productions
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Io c’ho provato e riprovato ad ascoltare il primo album dei Blacksters Torinesi Hellraisers, che esce dopo addirittura 15 anni dal primo demo e 24 dalla presunta data di nascita, ma “The macabre dance of the keepers” è un album che ti lascia solo un grande punto interrogativo sopra la testa.
Perché? Perché in questi 41 minuti di musica gli Hellraisers cercano di tritare tutto, ma il risultato è solo incredibilmente confuso non tanto a livello di riffs quanto a livello di struttura e arrangiamenti, tra cambi di tempo casuali tra riffs e riffs, parti veloci incontrollate, stacchi totalmente innaturali come quello per tastiera nell’opener “Your hypocrisy”, parti attaccate con lo scotch e anche, purtroppo, riffs a volte banali. Questo è ciò che si sente nell’opener “Your hypocrisy”, dove la band sembra suonare una specie di War Black Metal tipo Blasphemy o Sarcofago, e per la verità sulle prime non è neanche male, ma poi c’è un intermezzo di tastiera che cambia totalmente l’atmosfera e rovina tutto, proseguendo con due riffs sconnessi, e questo è anche il brano che sembra spiegare al meglio cosa volevano fare gli Hellraisers, visto che “Black Future” prosegue su questo stile con in più un cantato che spesse volte va fuori metrica, e “Another chance to die” sembra di colpo rifare il verso a certi Hellhammer tipo “Triumph of death”, ma con risultati decisamente non comparabili, il tutto mentre i 3 brani conclusivi tirano a campare come possono con tutte le magagne di cui sopra, tra conclusioni dei brani mica tanto sensate, parti veloci incontrollate, riffs a volte generici e degli arrangiamenti strapazzati.
Mi spiace essere così distruttivo nei confronti degli Hellraisers, ma io credo che il problema qui non sono tanto le composizioni in sé, ma il fatto che sono state (opinione mia) arrangiate e curate in fase di registrazione con una precisione e attenzione ai particolari che ha dell’atroce. Il disco infatti suona per tutto il tempo strano, con alcuni riffs anche decenti, ma il tutto viene neutralizzato dal fatto che la compattezza dei brani, insieme all’arrangiamento, non è pervenuta. Potrò anche sbagliarmi, ma questo è ciò che sento. Il tutto per un risultato estremamente confuso e che confonde, paragonabile all’interrogazione di un alunno che sa a grandi linee l’argomento, ma che per non saperlo bene in dettaglio finisce per spiegare tutto in maniera pessima; questo è “The macabre dance of keepers”. Ripeto: mi spiace essere così duro e non essere costruttivo, ma il primo disco degli Hellraisers per me non è assolutamente un disco competitivo, e se in 15 anni di effettiva discografia il risultato è questo, mi sa tanto che non ne è valsa la pena. Nulla di personale.

Track by Track
  1. Your hypocrisy 55
  2. Black future 50
  3. Another chance to die 60
  4. Death again 50
  5. Beast hunter 45
  6. The macabre dance of keepers 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 55
Giudizio Finale
54

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 14.03.2019. Articolo letto 80 volte.

 

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