Alchem «Viaggio al Centro della Terra» (2018)

Alchem «Viaggio Al Centro Della Terra» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
23.11.2018

 

Visualizzazioni:
90

 

Band:
Alchem
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Titolo:
Viaggio al Centro della Terra

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Luca Minotti :: Bass, Programming
Annalisa Belli :: Vocals
Pierpaolo Capuano :: Guitars

 

Genere:
Alternative / Prog Rock / Metal

 

Durata:
1h 0' 24"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
11.06.2018

 

Etichetta:
Black Widow Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

A distanza di 7 anni dall’ultimo sforzo discografico ritornano i Romani Alchem con questo “Viaggio al centro della terra”, lungo più di un’ora e che ci propone una musica descritta come Alternative Prog Rock metal sulla loro pagina facebook, come gothic su quella di metal archives e con tags al black, al doom all’avantgarde e al death su quella bandcamp, e che io invece definisco come una mistura tra Prog rock d’annata con venature metal, musica psichedelica molto debitrice ai Pink Floyd, nonché alcuni richiami al gothic dei primi Theatre of Tragedy più calmi e tersi.
Detto così, tutto suona come una proposta musicale ricercata, sofisticata e che sfugge alle regole. Ma il disco è riuscito? La risposta in sintesi è: più o meno, per via di uno stile che varia un po’ sia in quanto a bilanciamento delle influenze sia in quanto a resa effettiva da una canzone all’altra. Il disco infatti comincia con un trittico di canzoni che predilige un certo mood terso e calmo e molto orientato su certo prog leggero, che va bene in sé, ma che si sente (specialmente nel secondo brano) che non è ben strutturato e arrangiato per la voce, visto che la pur brava Annalisa svolge un buon lavoro ma che va inevitabilmente a cozzare con una musica che invece di lasciare spazio alla voce continua a fare fraseggi sopra questa. Ne risultano dei brani piacevoli, ma anche con questo difetto che si nota per tutta la durata dei brani, rendendoli così meno riusciti. Senonché, dopo un quarto brano dove le influenze di Theatre of Tragedy e un violino alla My Dying Bride escono allo scoperto, e dopo un quinto quasi del tutto strumentale un po’ pretenzioso, dalla sesta canzone in poi gli Alchem cambiano atmosfera, si affidano alla psichedelia dei Pink Floyd e ci rilasciano una doppietta di canzoni molto buona, dove il difetto suddetto si placa, e dove la band, seppur non originale, riesce comunque definitivamente a brillare, e lo stesso avviene per la nona canzone, mentre l’ultimo brano ci ripropone, con pregi e difetti, una summa di quanto gli Alchem hanno fatto in tutto il disco.
Un bel viaggio, dunque, e va anche detto che neanche te ne accorgi che è passata un’ora (cosa positiva), ma neanche puoi fare a meno di notare che qualche discontinuità d’intensità c’è, così come ci sono scollature a livello di generi musicali. Un po’ come se agli Alchem piace spaziare tra i generi, ma a volte si perdono un po’ nel discorso, oppure come se le loro influenze passate sia ormai un lontano ricordo che fa più da zavorra che da vera influenza musicale. In conclusione: “Viaggio al centro della terra” non è perfetto, ma è coraggioso, è fatto molto bene per alcuni aspetti e meno per altri, e inoltre personalmente ammiro molto di più chi prova a sperimentare e a collegare diverse influenze facendo qualcosa di proprio, piuttosto che andare sul sicuro e fare robe prese da altri o camuffate da produzioni invadenti. Se il prog e il gothic metal più calmo sono dei generi che prediligete e/o cercate un disco che in un certo qual modo trascende le barriere musicali, “Viaggio al centro della terra” degli Alchem costituisce un buon acquisto.

Track by Track
  1. Behind the door 65
  2. Spirit of the air 65
  3. Il canto delle sirene 70
  4. In my breath 75
  5. Viaggio al centro della terra 65
  6. I don't belong here 75
  7. Butterflies are singing S.V.
  8. Armor of Ice 65
  9. Viaggio al centro della Terra – Fragments of stars 75
  10. Pioggia d'Agosto 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 23.11.2018. Articolo letto 90 volte.

 

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