Hangarvain «Roots And Returns» (2018)

Hangarvain «Roots And Returns» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
09.11.2018

 

Visualizzazioni:
534

 

Band:
Hangarvain
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Titolo:
Roots And Returns

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Sergio Toledo Mosca- lead vocals
Alessandro Liccardo- guitar and backing vocals
Francesco Sacco - bass
Mirkko De Maio - drums

 

Genere:
Southern Alternative Metal

 

Durata:
25' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.05.2018

 

Etichetta:
Volcano Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La storia degli Hangarvain inizia solo nel 2013, quando un progetto precedente non prende il via come dovrebbe. Ecco quindi che grazie a Best Ride Horse, questi ragazzi fanno un esordio di tutto rispetto. A seguire, l’Ep Naked e il full lenght Freaks che permette alla band di farsi conoscere in tutta Europa e di calcare i palchi in compagnia di grandi nomi :Gilby Clarke (Guns N’ Roses),Fabio Lione, Hardcore Superstar,The Darkness, Pino Scotto, solo per citarne alcuni. Inoltre, sono stati special guest per tutto il tour italiano 2016 L.A. Guns, quindi un percorso di tutto rispetto in soli cinque anni.
Dopo due anni di pausa, ecco tornare gli Hangarvain in pista con Roots and returns, un lavoro con non molte tracce, ma pieno di buona musica che per noi è solo un piacere ascoltare.
Si parte appunto con Roots and Returns: un giro di chitarra niente male, un cantato pulito e particolare, una melodia rock e catchy. Apple Body a brevi sprazzi ha degli elementi quasi tendenti al blues, ma subito si reinserisce in un contesto più rock, risulta una traccia più complessa della precedente. Love is calling Out è ritmata, vivace, un must have per caricare la folla durante un live. Give me an answer si differenzia per il suo mood più veloce e accattivante, molto in linea il testo e la musica. The River ricalca la via tracciata sinora con uno spirito ammiccante e una melodia rockeggiante senza troppe pretese, ma con una leggera piacevolezza. Concludiamo con I Heard it through The Grapevine, brano che si caratterizza attraverso un rock finto grezzo che racchiude una facilità di ascolto invidiabile, carico e abbastanza veloce da farti venir voglia di far ripartire il disco dall’inizio.
Gli Hangarvain potrebbero suonare un pò anni ’90-2000, ma questo non è un difetto. Sono molto bravi a far combaciare i loro testi con la loro musica, la coerenza è il primo aspetto che mi ha colpita; non da meno, la loro musica si lascia ascoltare senza creare noia, anzi, tenendo l’attenzione viva.
La voce di Sergio è un ulteriore elemento a loro favore perché è distinguibile e pulita, chiara: ho apprezzato molto l’assenza di falsetti o simili che possono solo disturbare.
Vi consiglio questo disco perché è fatto bene, non copia nessuno ed è energico al punto giusto.

Track by Track
  1. Roots and return 75
  2. Apple Body 75
  3. Love is calling out 75
  4. Give me an answer 80
  5. The river 75
  6. I Heard it through the Grapevine 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
73

 

Recensione di reira » pubblicata il 09.11.2018. Articolo letto 534 volte.

 

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