Trevor and the Wolves «Road to Nowhere» (2018)

Trevor And The Wolves «Road To Nowhere» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
13.08.2018

 

Visualizzazioni:
464

 

Band:
Trevor and the Wolves
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Titolo:
Road to Nowhere

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Trevor :: vox
Francesco Martini :: guitars
Alberto Laiolo :: guitars
Antonio Aluigi :: bass
Emanuele Peccorini :: drums

 

Genere:
Heavy Metal / Hard Rock

 

Durata:
48' 55"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
02.02.2018

 

Etichetta:
Nadir Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nadir Promotion
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Recensione

Disco solista di debutto per Trevor dei Sadist, che con questo “Road to nowhere” vuole sbizzarrirsi con ciò che gli piace di pi: quasi 50 minuti di un rock n roll semplice, che richiama a gran voce gli AC/DC, eccetto qualche eccezione in cui il tiro acquista qualche venatura più metal, per un risultato che non chiede molto di più che di divertire gli ascoltatori.
Ed il problema del disco è proprio qui, secondo me. “Road to nowhere” è un disco vittima di sé stesso, che la prima volta che lo si ascolta non è male, ma la seconda volta sinceramente annoia un po’. Perché possiede tutti quei crismi per fare il verso agli AC/DC, ma alla fine nei dettagli non ha niente che valga la pena di essere ricordato: si sente un substrato musicale buono e gradevole, dotato di buone intuizioni come in “Spiritual leader”, ma tutto va a confluire ben presto sotto l’influenza degli AC/DC, e ciò che poteva essere un brano non male si rivela essere un’opportunità sprecata, così come lo stesso si può dire per le influenze più country, carine, ma già sentite 100 volte da Rose Tattoo e altre aussie rock bands, senza contare che la voce di Trevor fa un buon lavoro nel somigliare in timbrica agli AC/DC, ma la scelta delle linee vocali, di nuovo, è solo un tributo ai grandi dell’aussie rock, che ricorda Brian Johnson o Angry Anderson, ma che oltre a questo non va. Questo è, in sintesi, “Road to nowhere”: un tributo sincero e genuino di Trevor alle sue influenze musicali, ma che all’atto pratico risultano in un disco così così, che sa di “wannabe” più che di esaltatore delle sonorità dei propri numi tutelari celeberrimi.
In conclusione: abbiamo in passato promosso delle band che, pur non suonando per niente originali, riuscivano a farti provare la stessa botta di adrenalina che ti facevano provare i grandi nomi a cui si ispiravano in maniera plateale. “Road to nowhere” non è così: è un disco in cui per me c’è solo un tributo e basta. Certo, lodevole intento e risultato carino, ma che francamente lascia anche un po’ il tempo che trova passati un po’ di ascolti. Sufficienza politica.

Track by Track
  1. From Hell To Heaven 65
  2. Burn At Sunrise 60
  3. Red Beer 60
  4. Black Forest 60
  5. Bath Number 666 55
  6. Spiritual Leader 55
  7. Roadside Motel 60
  8. Wings Of Fire 60
  9. Lake Sleeping Dragon 60
  10. Unforgivable Mistake 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
60

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 13.08.2018. Articolo letto 464 volte.

 

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