Kyterion «Inferno II» (2018)

Kyterion «Inferno Ii» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Fleshrequiem »

 

Recensione Pubblicata il:
09.08.2018

 

Visualizzazioni:
73

 

Band:
Kyterion
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Titolo:
Inferno II

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Anonima

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
35' 9"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.05.2018

 

Etichetta:
Subsound Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Cult Of Parthenope Promotion
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Recensione

Volgere lo sguardo verso la letteratura nel Black Metal non è mai stato un tabù, tutt'altro; Nietzche, Lovecraft, L'Edda, perfino Tolkien! La scelta dei Kyterion, gruppo Bolognese dai componenti anonimi (non si sà proprio come si chiamino e fanno addirittura le interviste da incappucciati), è caduta sull'Inferno di Dante musicandolo con uno stile che sà molto di Svezia.
"Inferno I" fù il loro esordio, "Inferno II" è quello di cui parleremo in queste righe.
Una cosa che sicuramente si può dire è che sforzi titanici per la stesura delle lyrics non ce ne sono stati, parliamo piuttosto di un copia/incolla due versi si e uno no (o comunque randomizzato) della prima cantica della Divina Commedia in screaming. Dal punto di vista strumentale la quantità di dèjà vu a cui andrete incontro se siete anche solo moderati ascoltatori di black e non ne avete una vasta conoscenza è numerosa perchè è tutto già stato usato più e più volte in Svezia, come pure in Norvegia, in Francia, Italia, in tutto il vasto mondo.
Intendiamoci, l'ascolto non è malaccio ma è putroppo terribilmente flat e addirittura noioso a tratti. L'articolazione dei riff è basica, così come le scelte ritmiche ed il cantato non è da meno; inoltre, il modo di rappresentare musicalmente il concept è debole, quasi inesistente, è un generico black metal che non fà pensare minimamente alla Divina Commedia, è mera tematica di cui siamo venuti a conoscenza perchè la band ce l'ha riferito ma che dubito qualcuno sarebbe stato in grado di intuirlo. La scelta del linguaggio utilizzato nei testi non può neanch'esso definirsi una scelta originale, o meglio, lo sarebbe stata se i testi fossero stati inediti e non trecenteschi, non può essere quindi motivo di vanto. Anch'io potrei benissimamente fare dei brani copiando le favole dei fratelli Grimm originali (se le trovassi) e dire "guardate i miei testi in rotazione consonantica del germanico", suonando come i Six Feet Under ad esempio, e di sicuro, non è la chiave per catapulare l'ascoltatore nei gironi danteschi, soprattutto se canti in screaming e rendi quindi il tutto anche poco comprensibile.
La scelta di un sound così consolidato già da molti anni a questa parte porta a mio avviso ad un inevitabile confronto con chi quel sound lo ha inventato se non si compensa con una forte impronta stilistica e quindi ad un "dovere" (chiamiamolo così) da parte della critica di collocare chi lo propone nella piramide del black metal convenzionale in questo caso, dove al vertice ci sono sempre i vari Vobiscum Satanas, World Funeral e compagnia bella e alla base molti gruppi che suonano come loro e per cui varrebbe la pena chiedersi "perchè ascoltare loro e non continuare ad ascoltare quelli che ci sono sempre stati se si somigliano così tanto?"
Ripeto, non suona male, gode tra l'altro di una produzione che sà il fatto suo, neanche la presentazione dal punto di vista dell'artwork è da considerarsi di basso livello, ma l'effetto è lo stesso della ragazza super tirata che quando le togli il trucco alla fine non è poi tutta stà Elena di Troia. La facciata c'è, manca la sostanza ma tutto sommato il tempo e i soldi spesi per il progetto sono serviti a rendere la band presentabile su tutti i punti di vista e penso possa piacere abbastanza a chi ascolta principalmente black, o forse no; rispettabile in ogni caso.

Track by Track
  1. Mal Nati 60
  2. Onde La rRena S'Accendea 65
  3. Dite 60
  4. Pena Molesta 70
  5. Cerbero Il Gran Vermo 70
  6. Cocito 60
  7. Dolenti Ne La Ghiaccia 60
  8. Rabbiosi Falsador 65
  9. Vallon Tondo 65
  10. Li Ndivini 60
  11. Terribile Stirpa 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
65

 

Recensione di Fleshrequiem » pubblicata il 09.08.2018. Articolo letto 73 volte.

 

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